Libro: L'ISTRUZIONE DOMICILIARE: FINALITÀ E ORGANIZZAZIONE
| Sito: | CLassi Ibride Per la Scuola in Ospedale LABORATORI FORMATIVI |
| Corso: | IL CONTESTO DELL'ISTRUZIONE DOMICILIARE |
| Libro: | Libro: L'ISTRUZIONE DOMICILIARE: FINALITÀ E ORGANIZZAZIONE |
| Stampato da: | Utente ospite |
| Data: | sabato, 4 aprile 2026, 16:29 |
Descrizione
Il
servizio di istruzione a domicilio (ID)
è
volto ad assicurare agli alunni che non possono
frequentare
la
scuola, pari opportunità, mettendoli in
condizione, ove possibile, di proseguire lo sviluppo di capacità e competenze e
di prevenire
eventuali situazioni di dispersione scolastica.
Tale
servizio nasce a seguito di una accresciuta sensibilità al problema
dell'istruzione e della formazione degli alunni malati, in particolare per
quelli che, affetti da gravi patologie, non possono frequentare regolarmente la
scuola di appartenenza.
1. Evoluzione dell’Istruzione Domiciliare
La Carta Costituzionale (art. 3 e 34) del nostro Paese include il diritto all’istruzione tra quelli fondamentali della persona, da assicurare sempre e comunque, in ogni situazione e contesto, al fine di consentire alla persona di svilupparsi, maturare e diventare autonoma e responsabile; tuttavia il servizio di “istruzione a domicilio o domiciliare” diventa una prassi abituale a partire dai primi anni successivi al 2000, quale conseguenza della riduzione delle degenze ospedaliere, prevista dal Piano Sanitario Nazionale.
Due sono le condizioni da cui scaturisce la nuova offerta formativa:
La considerazione dell’opportunità di non interrompere il rapporto educativo, anche in situazione di malattia, nella consapevolezza che tale intervento sia di grande supporto psicologico nell’affrontare un evento così destabilizzante;
I ricoveri ospedalieri sempre più brevi, anche per i minori colpiti da gravi patologie, rendono necessari protocolli di cura a domicilio, che impediscono, in ogni caso, la frequenza scolastica.
L’istruzione a domicilio è un intervento importante ma temporaneo e limitato nel tempo, come viene sottolineato nel «Vademecum per l’istruzione domiciliare» del 2003.
La scuola, come è noto, è una comunità educante e – come si legge nelle Indicazioni nazionali per il curricolo per la scuola per l’infanzia e il 1° ciclo d’istruzione, 2007 – è «luogo di incontro e di crescita di persone in quanto genera una diffusa convivialità relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi».
Di conseguenza, essa è il luogo naturale in cui ogni soggetto cresce, si sviluppa, apprende, matura e si integra, grazie alla mediazione del docente, ma anche grazie all’interazione con gli altri, adulti e minori. È questo un passaggio fondamentale del processo di apprendimento e di educazione.
La mission
principale della scuola è
quella di favorire, garantire e sostenere lo sviluppo della persona in termini
di benessere personale. Conseguire il
benessere della persona significa saper coniugare due diritti
inviolabili, la salute e l’istruzione, che non possono non svilupparsi insieme
e coerentemente.
Se, però, tale contesto non può essere garantito, è chiaro la scuola debba modificare il suo modello per renderlo fruibile anche in una situazione differente, ma soprattutto per renderlo efficace e replicabile.
A partire dal 2003, in maniera sistematica, il MIUR rivolge la propria attenzione al numero ogni anno crescente dei minori che, dopo l’ospedalizzazione, rimangono a casa anche per lunghi periodi, superiori a 30 giorni, per proseguire le cure avviate in ospedale.
Il servizio di istruzione domiciliare viene attivato, sulla base di una certificazione del medico ospedaliero attestante la necessità di cure a domicilio e la loro durata da parte del bambino/ragazzo.
Quindi, una volta valutato il rischio effettivo di perdere l’anno scolastico, il servizio di ID si avvia su tutto il territorio nazionale, con risorse finanziarie prima modeste e via via più consistenti.
Le scuole cosiddette “normali”, cioè che nulla hanno a che vedere con le sezioni ospedaliere, conoscono questa nuova realtà e nuova frontiera dell’insegnamento, che pone molti interrogativi ai docenti su quale possa essere il modello efficace di insegnamento a domicilio, in uno spazio/ luogo completamente differenti dalla classe che tutti conosciamo.
Il docente che si reca a domicilio offre la sua professionalità in un luogo «diverso», non ha di fronte la classe, ma un solo studente, che deve saper stimolare e coinvolgere attraverso:
- la flessibilità organizzativa e didattica;
- la personalizzazione,
- le tecnologie più avanzate, che possono offrire un grande supporto.

2. L’istruzione domiciliare: finalità
Il servizio d’istruzione domiciliare (ID) è un intervento straordinario e temporaneo, che prelude al rientro dell’alunno nella classe ordinaria, cioè nella “comunità”, ove può proseguire ad imparare, ad apprendere e ad essere. Infatti, come è ben noto, il luogo della formazione per eccellenza è la scuola, anzi la classe, in cui l’apprendimento si realizza in un contesto collettivo.
Il servizio d’istruzione domiciliare garantisce oggi il diritto all’istruzione a una fascia significativa di minori che, a causa di gravi patologie, sono impossibilitati a frequentare la scuola. Tale servizio costituisce una particolare modalità di esercizio del diritto allo studio, che ogni scuola deve saper offrire in caso di richiesta documentata da parte dei genitori, a beneficio e salvaguardia del diritto all’istruzione dello studente e nel rispetto delle prerogative contrattuali dei docenti (CM n. 108 – Prot. 6097/P4 del 5 dicembre 2007).
Si tratta di un servizio che ogni scuola deve offrire all’alunno che, dopo l’ospedalizzazione ne faccia richiesta, e che supporta il ragazzo, sia sul piano psicologico che sul piano cognitivo, contrastando ed ostacolando fenomeni di dispersione scolastica e/o di abbandono (CM. N. 24 Prot. 2796 del 25 marzo 2011).
Grazie all’impegno istituzionale a sostegno di tale servizio, l’attività scolastica svolta dai docenti presso il domicilio dell’alunno, a seguito di approvazione, da parte dell’USR, del progetto predisposto dalla scuola, rappresenta attività scolastica, valida a tutti gli effetti, anche nel caso in cui essa avvenga a distanza attraverso l’utilizzo delle tecnologie, mediate sempre dal/i docente/i (Nota Prot. 2701 del 9 aprile 2010).
Non solo il servizio a domicilio è valido a tutti gli effetti, ma esso contribuisce alla valutazione intermedia e finale, come attestato dal DPR n. 122/2009, purché efficacemente documentato da parte dei docenti coinvolti.
Il servizio di ID consente l’esercizio del “diritto all’istruzione” per minori temporaneamente malati, in situazioni di elevata complessità. Il servizio è parte integrante del “protocollo terapeutico” del minore malato e costituisce una grande opportunità sia sul piano personale, in quanto permette la prosecuzione delle attività di insegnamento e di apprendimento del minore malato, sia sul piano psicologico e della malattia, in quanto sostiene l’autostima e la motivazione del minore malato.
L’esperienza nel tempo ha anche rafforzato la funzione di sostegno che esso svolge verso la persona, di cui contribuisce a stimolare il desiderio di vita e l’impegno a combattere la malattia. La scuola rappresenta, perciò, per lo studente ammalato e la sua famiglia l’elemento di equilibrio, di normalità, di sostegno, di coraggio e stimola la voglia di andare oltre (Nota n. 2322 del 9 aprile 2013).
2.1. L’istruzione domiciliare oggi
Il Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Ministero della Salute sulla “Tutela del diritto alla salute e allo studio dei cittadini di minore età, affetti da gravi patologie, attraverso il servizio di istruzione domiciliare” del 24 ottobre 2003, costituisce ancora oggi l’ unico riferimento normativo per l’istruzione domiciliare.
Il Comitato paritetico nazionale per l’istruzione domiciliare (Decreto direttoriale n. del 16.09.2009, integrato con decreto il 9.12.2010) ha predisposto un nuovo strumento normativo, fermo dal 2013 presso il Gabinetto del Ministero dell’Istruzione, dopo i pareri positivi acquisiti sia del Ministero dell’Istruzione che della Salute. Il Protocollo del 2003 impegna i due Ministeri “a promuovere, sostenere e sviluppare iniziative volte a garantire la presa in carico globale dei minori malati, sia sotto l'aspetto sanitario che scolastico, assicurando la continuità dell'intervento e a sperimentare modalità di raccordo inter-istituzionale, con l'obiettivo di garantire, nella misura massima possibile e contestualmente, il diritto alla salute e il diritto all'istruzione” (Ferraro, S. 2012. SCUOLA IN OSPEDALE E SERVIZIO D’ISTRUZIONE DOMICILIARE in Rassegna dell’Istruzione).
Insieme ad esso, che riconosce il diritto dei minori all’istruzione anche se malati e a domicilio, va ricordato e citato il “Vademecum per l’istruzione domiciliare”, frutto del lavoro di esperti e degli operatori della scuola in ospedale, durante il seminario di produzione nazionale tenutosi a Viareggio nel dicembre del 2013. Esso costituisce lo strumento operativo a uso e consumo delle scuole che debbano attivare un percorso di istruzione domiciliare.
Attualmente rimane questo il documento di riferimento per l’organizzazione di tale servizio.L’istruzione domiciliare, secondo quanto riportato nel “Vademecum per l’istruzione domiciliare” del 2003 si attiva nel rispetto dei seguenti criteri inderogabili:
- esclusivamente a seguito di ospedalizzazione, “condicio sine qua non”,
- per le patologie chiaramente indicate e definite nel Vademecum,
- su richiesta esplicita del medico ospedaliero, che attesti l’impossibilità dell’alunno di riprendere la scuola e che determini per iscritto la durata della degenza a domicilio.
Nessuno è escluso dal diritto all’istruzione domiciliare, purché rientri nei criteri riportati e purché la richiesta di istruzione domiciliare richiesto sia almeno pari o superiore a 30 giorni.

3. L’istruzione domiciliare e la scuola di provenienza
La scuola a domicilio ha, quindi, come finalità il raggiungimento del benessere globale del bambino/ragazzo, dove “benessere” significa metterlo in condizione di avere successo, evitando che prolungate interruzioni di frequenza della scuola si trasformino in abbandoni e ripetenze.
Per questo è opportuno che ogni scuola, nell’ambito del Piano dell’Offerta Formativa (POF), preveda esplicitamente la possibilità di attivare un progetto di istruzione domiciliare all’occorrenza, cioè in caso di richiesta avanzata dai genitori dell’alunno malato, accompagnato da una certificazione ospedaliera e coerente con i criteri riportati nel “Vademecum per l’istruzione domiciliare” del 2003.
Pur considerando il diritto all’istruzione un diritto permanente del minore da esercitare e soddisfare in qualunque contesto o situazione e modalità, pur riconoscendo il valore insostituibile dell’apprendimento in classe, cioè in una situazione di scambio, confronto e dialogo con i pari e con gli adulti, il MIUR negli ultimi quindici anni ha voluto con l’istruzione a domicilio completare e rafforzare l’offerta educativa a favore dei minori ospedalizzati. Infatti, i tempi di degenza nel tempo si sono sempre di più abbreviati con l’introduzione della dimissione protetta, che, pur consentendo ai ragazzi di tornare nella propria casa o di rimanere nella casa di accoglienza, non permette comunque di tornare ad una vita cosiddetta “normale”. L’istruzione a domicilio, perciò, si inserisce in questo specifico contesto e costituisce la prosecuzione dell’istruzione ospedaliera per il tempo necessario al completamento delle cure.
L’intervento di istruzione domiciliare è straordinario e temporaneo, cioè limitato nel tempo, e si attiva all’atto del termine del periodo di ospedalizzazione per malattia grave ma non permanente, su precisa prescrizione del medico ospedaliero. È per tale ragione che operiamo una netta distinzione tra disabilità, che ha un carattere permanente, e il servizio di istruzione domiciliare, che costituisce, proprio per la sua natura temporanea e limitata nel tempo, la risposta a bisogni specifici che insorgono a seguito della malattia (Nota Prot. 2701 del 9 aprile 2010).
Val la pena di ricordare che sia la Legge n. 104/1992, sia le linee guida nazionali in materia di disabilità, emanate nel 2009, offrono un’efficace risposta in termini organizzativi e didattici per fronte a ciascuna situazione o evenienza, la cui responsabilità è senz’altro compito e cura dei consigli di classe che definiscono il P.E.P. (Piano Educativo Personalizzato). Il carattere permanente rappresentato dalla disabilità rende impossibile l’applicazione del servizio di istruzione domiciliare nella modalità in cui è soddisfatto dal MIUR.
4. Organismi della Scuola in Ospedale e a domicilio
L’organizzazione territoriale della scuola in ospedale e a domicilio è garantita e supportata dai seguenti organismi:
SCUOLA POLO REGIONALE
Esiste in ogni regione una scuola polo per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. Essa, oltre ad avere il compito periodico di raccogliere e registrare dati ed interventi di tutte le sezioni ospedaliere del proprio territorio, ha lo scopo importantissimo di sensibilizzare ed informare gli operatori su questa complessa area educativa, nonché di svolgere il ruolo di supporto e formazione per le scuole che per la prima volta si avvicinano all’istruzione domiciliare.
Ogni scuola polo ha un referente regionale la cui funzione è coordinare, raccordare, sostenere e sviluppare le attività che favoriscono la tutela del diritto allo studio, all'istruzione ed alla formazione degli alunni ammalati in ambito ospedaliero e domiciliare.
In particolare:
Ha il compito di coordinamento, monitoraggio e sostegno delle attività in materia di scuola in ospedale e di istruzione domiciliare, di progettazione e realizzazione di campagne di pubblicizzazione, nonché di coordinamento della pagina regionale sul portale e di validazione dei dati da inserire in esso.
Il Comitato regionale, infatti, è il luogo ove si esaminano i flussi ospedalieri per la definizione dell’offerta formativa territoriale, si realizza la lettura dei bisogni locali, ove si supportano le scuole coinvolte nel difficile compito, ove si studiano e si realizzano modalità di coordinamento, condivisione, concertazione e sostegno delle politiche a favore degli studenti temporaneamente malati, siano essi in ospedale o a domicilio.
E’ designato anche un referente dell’USR che si occupa di:
Scopo del portale è di fornire assistenza e informazione a tutta l’utenza, in particolare agli studenti malati e ai loro bisogni formativi, sostenere l’istruzione domiciliare attraverso un servizio di comunicazione sincrona e asincrona, sostenere la piattaforma e-learning per la formazione dei docenti in ospedale e a domicilio e favorire l’implementazione di comunità di pratiche professionali.
Uno spazio specifico è previsto per gli USR e per le scuole di ogni territorio. Il referente designato da ciascun USR ha la funzione primaria di coordinare e verificare la raccolta dei dati ospedalieri e domiciliari, in collaborazione con la scuola polo, ha la possibilità di inserire novità ed esperienze significative del territorio, “newsletter”, di aprire “forum” per l’approfondimento di temi specifici, di interagire con l’utenza. Ma l’ elemento di grossa novità, peraltro già operativo, è la gestione del data base che riporta i dati informativi relativi al monitoraggio annuale dei dati regionali della scuola in ospedale e dell’istruzione domiciliare, sia per quanto attiene alle risorse, alle azioni e alla formazione a tutti i livelli.
Talvolta, specie nelle realtà metropolitane, il referente regionale è affiancato dal referente del portale che inserisce i dati e le iniziative relative alla scuola in ospedale e domiciliare della propria regione.
