Libro: LE PROCEDURE AMMINISTRATIVE PER ATTIVARE L'ISTRUZIONE DOMICILIARE
| Sito: | CLassi Ibride Per la Scuola in Ospedale LABORATORI FORMATIVI |
| Corso: | IL CONTESTO DELL'ISTRUZIONE DOMICILIARE |
| Libro: | Libro: LE PROCEDURE AMMINISTRATIVE PER ATTIVARE L'ISTRUZIONE DOMICILIARE |
| Stampato da: | Utente ospite |
| Data: | lunedì, 6 aprile 2026, 06:41 |
Descrizione
Per
attivare un intervento di istruzione domiciliare è necessario seguire precise
procedure amministrative.
Tali procedure
richiedono
in
parte percorsi differenziati a seconda del luogo in
cui
si trova
domiciliato il
bambino/ragazzo
destinatario
dell‘intervento
di istruzione domiciliare.
Elemento
di
primaria importanza nel processo che conduce all'attivazione dell’intervento
è rappresentato
dalla
messa a punto progetto educativo, che si sviluppa attraverso diverse fasi.
1. I contesti in cui si realizza l’ID
- Alunni/studenti rientrati al proprio domicilio, a seguito di ospedalizzazione per grave patologia, come indicato nel “Vademecum per l’istruzione domiciliare”
Si tratta di alunni che, a partire dalla scuola primaria, dopo il ricovero ospedaliero, rientrano a casa con uno specifico “protocollo terapeutico”, che prosegue a domicilio e che ne impedisce il rientro a scuola per un periodo determinato e limitato nel tempo.
In questo caso la scuola di appartenenza, informata dalla famiglia del rientro a casa e dell’impossibilità di riprendere le lezioni e dalla sezione ospedaliera da cui ha ricevuto la documentazione del percorso educativo realizzato con relativa valutazione, si attiva presentando all’USR un “progetto d’istruzione domiciliare” per la durata indicata dal percorso di cura. L’obiettivo è sempre quello di non interrompere il percorso scolastico, evitare episodi di dispersione scolastica e, soprattutto, ridurre la sensazione di isolamento che il minore vive con la malattia.
Alunni/studenti ospiti presso le strutture di accoglienza annesse o convenzionate con i poli ospedalieri delle aree metropolitane e presso i centri pubblici di riabilitazione
In queste strutture, dipendenti dagli ospedali pediatrici di riferimento, sono spesso domiciliati studenti di ogni ordine e grado di scuola, provenienti da diverse regioni italiane e da paesi stranieri.
Si tratta di minori, infatti, che non possono rientrare a casa, in quanto sono collocati in dimissione protetta presso tali strutture al fine di poter proseguire i percorsi di cura presso l’ospedale che li segue. In tali casi, per poter proseguire il lavoro iniziato dai docenti ospedalieri, è auspicabile l’attivazione da parte dell’USR locale di un “accordo di rete” di scuole di ogni ordine e grado del territorio, con la definizione di uno specifico progetto, la disponibilità dichiarata di docenti disciplinari e coerente con le esigenze e le situazioni dei singoli ospiti di tali strutture. Si trattaanche in questi casi di percorsi di istruzione domiciliare erogati presso tali strutture e finanziati con le risorse specifiche assegnate a ciascuna realtà regionale. Come per la classica istruzione a domicilio, il servizio può essere avviato in qualunque momento dell’anno scolastico.
È possibile e auspicabile l’intervento presso queste strutture anche dei docenti ospedalieri, se disponibili e se appartenenti all’ordine e grado di scuola pertinente, fuori del proprio orario di servizio in ospedale.
Alunni/studenti domiciliati temporaneamente, durante il periodo delle terapie, presso appartamenti privati o familiari, fuori dalla propria regione e dalla scuola di appartenenza
Questa categoria riguarda studenti in lungodegenza, che dopo il ricovero in ospedale non possono rientrare nel luogo di residenza per la necessità di specifiche cure e controlli continui.
In questi casi, la famiglia, nell’intento di sostenere il proprio figlio può decidere, con il supporto
della scuola di appartenenza e la sua collaborazione, di trasferire
temporaneamente l’iscrizione presso una scuola del territorio in cui è collocato l’ospedale.
Questo per garantire un percorso organico e coerente con i suoi studi. Anche in questi casi, il percorso prevede l’attivazione di un progetto di istruzione domiciliare, che viene sostenuto con le risorse finanziarie assegnate annualmente a ciascuna realtà regionale per tale servizio.
Alunni impossibilitati in maniera permanente a frequentare la scuola a causa di gravi forme di allergia
Le frontiere dell’istruzione negli ultimi anni si sono ulteriormente «espanse» nell’intento di favorire e predisporre le condizioni per il soddisfacimento del diritto all’istruzione di tutti, a garanzia del principio costituzionale.
L’esperienza di Niki, il ragazzo che vive in barca, è stata singolare e costituisce un punto di riferimento per queste situazioni. Niki ha frequentato a distanza, dalla barca su cui vive, tutti i gradi di scuola, dalla primaria alla secondaria di 2° grado, grazie alle tecnologie e all’impegno dei docenti delle classi che lo hanno accolto e lo hanno accompagnato nel percorso di sviluppo e sostegno socio-educativo.
A partire da tale esperienza, è stata avviata, in collaborazione con il CNR/ITD di Genova e con Fondazione Telecom Italia, un progetto, attualmente in atto, che sta sperimentando un nuovo modello di inclusione educativa e sociale per i minori permanentemente impossibilitati a frequentare la scuola,.
Si tratta del progetto denominato TRIS (Tecnologie di Rete e Inclusione Socio-Educativa; https://www.progetto-tris.it/).
Alla sperimentazione partecipano studenti, spesso con un ottimo potenziale cognitivo, impossibilitati a frequentare per le complicazioni che può portare alla loro salute la frequenza di ambienti in cui siano presenti elementi fortemente inquinanti. La ricerca sperimentale in atto contribuirà a definire un nuovo modello di inclusione sociale ed educativa, che amplia ulteriormente le frontiere del diritto all’istruzione e della «scuola fuori della scuola».

2. I passaggi necessari per attivare il servizio
Il servizio di ID si può attivare in qualsiasi momento dell’anno scolastico.
Per attivare un intervento di istruzione domiciliare è necessario seguire precise procedure amministrative, che comportano l'acquisizione agli atti della scuola di una articolata documentazione. .
Il servizio di ID può essere erogato in presenza e/o attraverso l’utilizzo delle tecnologie con un modello che integri l’intervento in presenza con attività a distanza.
Documentazione da inserire negli atti della scuola:
- Richiesta da parte dei genitori dell'alunno di accesso al servizio di istruzione a domicilio;
- Certificazione sanitaria ospedaliera comprovante la grave patologia, la prosecuzione delle cure a domicilio e la prevedibile assenza dalle lezioni per 30 giorni o periodi superiori;
- Progetto didattico d’intervento a cura del consiglio di classe di appartenenza;
- Delibera degli OO.CC. della scuola che attiva il progetto di istruzione domiciliare;
- Acquisizione formale da parte del dirigente scolastico della disponibilità dichiarata dai docenti ad effettuare il servizio di istruzione domiciliare;
- Definizione del progetto di intervento domiciliare con indicazione delle discipline da erogare a domicilio e di quelle a cui partecipa attraverso le tecnologie, delle ore settimanali e del budget necessario all'attivazione del servizio per tutta la durata dell'intervento;
- Inserimento del progetto di istruzione domiciliare nel Piano dell’Offerta Formativa della scuola;
- Inoltro della documentazione e della scheda di progetto all'Ufficio Scolastico Regionale per la richiesta di finanziamento;
- Attivazione del servizio di istruzione domiciliare a seguito di accoglimento della richiesta da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale, che, di norma, è celere e immediata, se le condizioni di accesso risultano coerenti con le procedure e i criteri delineati nel Vademecum per l'istruzione domiciliare.
Vi sono, inoltre, alcuni passaggi necessari per attivare li servizio di istruzione domiciliare, comuni a tutte le situazioni:
- Il rilascio di un certificato medico da parte del presidio ospedaliero dove è avvenuto il ricovero, che attesti l'impossibilità del bambino malato di frequentare la scuola per un periodo di tempo non inferiore a 30 giorni. Questo vale anche se l'arco temporale di 30 giorni (o più) non fosse continuativo, perché previsti, per esempio, cicli di cura ospedaliera alternati a cicli di cura domiciliare o temporanei rientri a scuola durante i periodi di cura domiciliare, autorizzati dalla struttura sanitaria;
- La richiesta formale da parte dei genitori.

3. I luoghi in cui si realizza l'ID
Le procedure amministrative che conducono all'attivazione del servizio di istruzione domiciliare seguono differenziati percorsi a seconda del luogo in cui si trova domiciliato il minore destinatario dell'ID.
Casa di residenza
Nel caso più semplice in cui il bambino/ragazzo malato, dopo il periodo di degenza in ospedale, faccia ritorno alla propria casa di residenza, l'apposito modulo di richiesta dei genitori, unitamente al certificato medico del presidio ospedaliero, vengono consegnati alla scuola di appartenenza a cui l'alunno è iscritto, che provvederà ad avviare le procedure per attivare il servizio di istruzione domiciliare tramite apposito progetto.
Domicilio temporaneo: casa di accoglienza o casa privata
Il bambino/ragazzo ricoverato in un ospedale lontano dalla propria residenza, una volta dimesso e costretto a continuare terapie e cicli di cure nello stesso ospedale, può essere ospitato insieme alla famiglia in una casa di accoglienza dell'ospedale stesso, o soggiornare in una casa privata e accedere all'istruzione domiciliare. La stessa potrà essere impartita da docenti della sezione ospedaliera o da docenti disponibili di altre scuole, in ore aggiuntive al proprio orario di servizio.
Molto efficaci nel servizio di istruzione domiciliare risultano essere le tecnologie multimediali per la capacità che hanno di rompere l'isolamento e avvicinare il minore alla classe, ai compagni, ai docenti.
Nelle situazioni appena descritte, l'alunno malato può usufruire dell‘istruzione domiciliare secondo queste due modalità:
- L'insegnante ospedaliero che si è occupato dell'istruzione del bambino/ragazzo durante i periodi di degenza in ospedale può, su base volontaria, attraverso le prestazioni aggiuntive all'orario d'obbligo, continuare a seguirlo anche a domicilio nell’ambito di un definito, condiviso e autorizzato progetto di ID.( nel caso sia necessario un contributo finanziario per la sua realizzazione).
- Nel caso in cui il minore che alloggia in un domicilio temporaneo, annesso all’ospedale di cura, non possa essere seguito dai docenti ospedalieri, si potrà procedere ad una iscrizione temporanea con presa in carico da parte di una scuola vicina, resasi a ciò disponibile, che si raccorderà con la scuola di appartenenza. In questo caso il minore sarà seguito dai docenti della nuova classe per il tempo necessario allo sviluppo del progetto, regolarmente autorizzato dall’USR.
Istruzione domiciliare in ospedale
Nel caso in cui l’ospedale, dove il minore è ricoverato si trovi nello stesso luogo in cui è iscritto e frequenta la scuola , ma non disponga di una sezione ospedaliera al suo interno, la scuola di appartenenza, per non lasciare l’alunno privo del diritto all’istruzione, potrà presentare all’USR apposita richiesta e progetto d’istruzione domiciliare da erogare in ospedale con i docenti del consiglio di classe resisi disponibili, in orario aggiuntivo.
Istruzione domiciliare presso il domicilio privato o presso casa di accoglienza.
Nell'ipotesi in cui si verifichi la non disponibilità al servizio di istruzione domiciliare dei docenti o della scuola di appartenenza o della scuola che lo prenda in carico, il dirigente scolastico, in
collaborazione con il referente regionale e la scuola polo, potrà reperire docenti disponibili dalle scuole vicine, stipulando allo scopo uno specifico accordo di rete.
Nei casi in cui l’alunno/studente si trovi ricoverato lontano dalla sua residenza abituale presso un ospedale che non abbia una sezione ospedaliera al suo interno, è possibile intervenire a sostegno di questi casi, attivando un progetto di istruzione domiciliare, di cui si faccia carico la scuola dello stesso ordine e grado dell’alunno, più vicina all’ospedale e ovviamente disponibile al servizio.
Ci troviamo di fronte a situazioni particolari in cui il giovane paziente può usufruire del servizio scolastico in ospedale, seguendo, però, le procedure di attivazione dell'istruzione domiciliare.

4. Il progetto di ID
Un elemento di primaria importanza nel processo che conduce all'attivazione di un intervento di istruzione domiciliare, indipendentemente dalla condizione di residenza dell'alunno impedito alla frequenza scolastica, è rappresentato dal progetto di istruzione domiciliare, che deve essere perfettamente coerente con i bisogni che l’alunno esprime e rispecchiare la programmazione della sua classe di provenienza.
La scuola interessata deve elaborare apposito piano di intervento con l'indicazione del numero dei docenti coinvolti, delle discipline interessate e delle ore di lezione previste.
È evidente che si tratta di un intervento educativo, a carattere trasversale e interdisciplinare, a garanzia non solo di uno sviluppo cognitivo ma anche psicologico e sociale.
Fasi del progetto:
Tra questi attori si generano relazioni ben precise atte a promuovere azioni reciproche a garanzia e sostegno del corretto svolgimento dell’intervento di istruzione domiciliare.
E’ opportuno che la scuola di appartenenza o, comunque, la struttura scolastica che mette a disposizione i propri insegnanti, una volta attivato il servizio, promuova incontri tra il personale docente e quello dell’ASL di appartenenza dell’alunno o del suo medico curante o dello stesso specialista ospedaliero per approfondire gli aspetti relativi alla patologia e per integrare efficacemente l’intervento di assistenza sanitaria domiciliare con quello di istruzione domiciliare, al fine di una presa in carico globale dell’alunno malato, come previsto dal Protocollo d’intesa del 24 ottobre 2003, siglato tra il MIUR e il Ministero della Salute.

4.1. L'elaborazione progetto
L'elaborazione del progetto di offerta formativa, che dovrà essere approvato dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d'Istituto e inserito nel Piano dell’Offerta Formativa (POF), prevede:
- dati anagrafici (codifica identificativo, età, sesso, residenza);
- dati clinici se necessari per l'attivazione del progetto;
- curriculum scolastico (tipo d'istruzione, anno di corso, valutazione globale attuale).
Indicazioni sulla compilazione e relativa esemplificazione sono contenute nel Vademecum per l’istruzione domiciliare.
4.2. Autorizzazione dell'Ufficio Scolastico Regionale
Il progetto elaborato, unitamente alla richiesta e alla certificazione sanitaria, verranno trasmessi al competente Ufficio Scolastico Regionale che procederà alla valutazione della documentazione presentata, ai fini dell'approvazione e della successiva assegnazione delle risorse. Poiché sono sempre più numerose le richieste avanzate dalle scuole e non tutte presentate all'inizio dell'anno scolastico, gli Uffici Scolastici Regionali procedono al loro esame, attraverso un'apposita commissione di analisi e valutazione, composta almeno dal referente regionale e dal dirigente scolastico della scuola polo, attiva in ogni momento dell’anno scolastico, tale Commissione provvede ad elaborare un elenco di priorità degli interventi, sulla base del quale i progetti vengono esaminati ed approvati, anche in ragione delle risorse finanziarie disponibili
Fine della degenza ospedaliera
Il dirigente scolastico della sezione ospedaliera (o il docente ospedaliero a ciò delegato), all’atto della dimissione dello studente dall’ospedale per il suo rientro a casa, trasmette alla scuola di provenienza dell’alunno una formale documentazione, contenente la relazione didattica curata dai docenti ospedalieri, comprensiva del numero di lezioni effettuate, di tutti gli interventi realizzati e delle discipline e contenuti erogati nonchè ogni altra attestazione relativa alla valutazione disciplinare e globale degli apprendimenti.
Questo raccordo è essenziale per consentire la validazione e valutazione del percorso fatto in ospedale e dei contenuti/competenze sviluppati, ma anche per informare la scuola di provenienza dell’impossibilità di rientro a scuola dell’alunno e della necessità di di accelerare le procedure amministrative per la presentazione del progetto di istruzione domiciliare all’USR, a seguito di specifica richiesta da parte dei genitori e di presentazione della certificazione ospedaliera.
Avvio istruzione domiciliare
Subito dopo l’inoltro del progetto all’USR, in attesa di ricevere formale autorizzazione da parte dell'Ufficio Scolastico Regionale, il dirigente scolastico può procedere alla nomina degli insegnanti disponibili e avviare il servizio di Istruzione Domiciliare.
4.3. Verifica/Valutazione
È compito di ogni docente impegnato nell’istruzione domiciliare, durante e al termine dell’intervento, compilare per la propria disciplina apposita documentazione con l'indicazione del numero di ore di insegnamento erogate, delle prove scritte ed orali realizzate, delle valutazioni espresse.
Tali interventi concorreranno alla validazione dell'anno scolastico per il minore coinvolto e alla valutazione intermedia e finale.

5. Le condizioni lavorative del docente
L'istruzione domiciliare viene generalmente impartita dai docenti della scuola di appartenenza dell'alunno. Per tale motivo, è importante che le Istituzioni deputate (USR e Scuola polo regionale) all’attivazione del servizio offrano informazioni precise sulle condizioni peculiari in cui si realizza l’istruzione domiciliare, che costituisce oggi una frequente modalità di erogazione del servizio scolastico secondo modelli nuovi e coerenti con i bisogni dello studente malato.
I docenti che si rendono disponibili per il servizio di istruzione domiciliare, svolgono tale servizio per lo più in orario aggiuntivo. Il compenso per le ore aggiuntive viene liquidato ai sensi dell’art. 30 del CCNL comparto scuola 2006/2009.
I dirigenti scolastici, nell'ambito delle relazioni sindacali d'Istituto, concertano con la RSU di categoria una eventuale specifica destinazione di una parte delle risorse del fondo d'istituto per riconoscere il maggior carico di lavoro del personale coinvolto nell'istruzione domiciliare.
Il MIUR destina una parte delle risorse ex L.440/1997 proprio alla copertura dei progetti di istruzione domiciliare, distribuite a tutte le regioni secondo precisi e definiti criteri di riferimento.
Risorse finanziarieInfatti, i finanziamenti ex L. 440/1997 per la realizzazione del servizio di istruzione domiciliare, in cui rientrano le prestazioni aggiuntive dei docenti domiciliari, vengono ripartiti ogni anno scolastico dagli Uffici Scolastici Regionali, sulla base di specifici criteri di riferimento. Tali risorse finanziarie costituiscono la principale e spesso unica fonte di finanziamento dell’istruzione domiciliare; in alcuni casi, tuttavia, altri Soggetti istituzionali, quali Comuni, Province e Regioni, o Enti e Associazioni concorrono con contributi mirati.
Il consiglio di classe allargatoL'alunno, in situazione di malattia, all’atto della valutazione, può trovarsi nella condizione di avere due Soggetti istituzionali: la scuola in ospedale, che lo ha seguito nel periodo di degenza ospedaliera, talvolta lungo, e la scuola di provenienza.
In questi casi, è opportuno che la valutazione intermedia o finale tenga conto di tutti gli interventi educativi effettuati e della relativa valutazione espressa .
Le valutazioni della scuola ospedaliera e di quella di appartenenza si integrano e si completano, in virtù del fatto che la frequenza della scuola in ospedale e/o a domicilio è scuola a tutti gli effetti.
Si veda in proposito il DPR n. 122 del 2009, art. 11,comma 2 e Nota prot. n. 7736 del 27/10/2010.
Al fine di una completa integrazione nell’operato dei due consigli di classe, nell’interesse del minore e della sua valutazione, si consiglia di:
- istituire contatti preliminari e relazioni costanti con la scuola in ospedale;
- programmare incontri tra gli insegnanti (dove possibile in presenza, altrimenti in videoconferenza) per la programmazione dei percorsi formativi in collaborazione;
- aggiornare le informazioni relative alle fasi della malattia, in rapporto alle modificate capacità di apprendimento;
- cogestire i percorsi di comunicazione e di apprendimento;
- attivare strategie efficaci di comunicazione e di interazione facilmente riutilizzabili in Internet;
- coinvolgere i compagni della classe di appartenenza dell'alunno malato anche al fine di una maturazione e crescita culturale reciproca;
- cogestire con la scuola in ospedale le varie fasi di isolamento e del reinserimento a scuola dell'alunno e condividere il momento della valutazione.

5.1. Le nuove linee guida per L'istruzione domiciliare
A Giugno 2019 il MIUR ha pubblicato le nuove linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l'istruzione domiciliare consultabili alla seguente pagina:
5.2. Credits
Speranzina Ferraro, ex MIUR-DG per
lo studente, l’integrazione, la partecipazione