Libro: METODOLOGIE DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA INDIVIDUALE

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Corso: METODOLOGIE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA
Libro: Libro: METODOLOGIE DI SUPPORTO ALLA DIDATTICA INDIVIDUALE
Stampato da: Utente ospite
Data: sabato, 4 aprile 2026, 14:48

Descrizione

 

Sono i metodi didattici, e non le tecnologie in sé, a influire sui processi di insegnamento e apprendimento, anche a livello individuale.
Tali metodi possono, tuttavia, esercitare la propria efficacia e migliorare dunque i processi di apprendimento degli studenti, laddove siano mediati da adeguate tecnologie.
E’ opportuno mantenere il focus della propria didattica sulle metodologie, creando sinergia tra queste e gli strumenti tecnologici che più ne esaltano le potenzialità, soprattutto laddove l’integrazione tra questi due aspetti è la condizione fondamentale per l’efficacia dell’insegnamento.

1. Apprendistato Cognitivo

Le attività didattiche basate sull’apprendistato cognitivo sono incentrate sulla relazione fra l’esperto che possiede una data abilità e il novizio o apprendista, che deve sviluppare quella capacità (Collins et al, 1987; Brown et al, 1989).

Gli elementi cardine dell’apprendistato cognitivo sono sei:

l’apprendimento situato: l’apprendimento è efficace laddove si tiene conto del contesto in cui si svolge; per cui un’attività basata sull’apprendistato cognitivo dovrebbe svolgersi in contesti di vita reale;

il modelling: l’esperto mostra come avviene il processo che va appreso;

la spiegazione: serve a chiarire perché la modellazione dell’attività  avviene in quel modo;

il coaching: è l’attività dell’esperto che osserva il novizio mentre esegue il processo da apprendere e gli fornisce assistenza all’occorrenza;

la riflessione: il novizio rivede la sua performance e l’analizza;

la verbalizzazione: il novizio rende esplicita la riflessione attuata esponendola verbalmente;

l’esplorazione: consiste nell’accompagnare il novizio nel testare differenti ipotesi, metodi e strategie.

Gli ambienti di apprendimento basati sulle tecnologie attualmente disponibili e più adatti per svolgere attività basate sull’apprendistato cognitivo, sono rispondenti ad una o più fra le caratteristiche prima elencate. I simulatori o i micromondi, ad esempio, agevolano il processo di modellazione e supportano l’apprendimento situato.



1.1. Esempio di attività didattica

Proponiamo come esemplificazione dell’apprendistato cognitivo un’attività didattica che prevede l’utilizzo di più strumenti tecnologici e finalizzata alla realizzazione di un blog incentrato sulla storia dell’arte.

Livello scolare

L’attività descritta è rivolta ai ragazzi e alle ragazze dell’ultimo anno di scuola secondaria di I e II grado (gli argomenti oggetto di questa attività sono ripetuti in entrambe i percorsi scolastici con differente grado di approfondimento).

Obiettivi

  1. Conoscere i principali tratti distintivi dell’impressionismo;
  2. Conoscere la storia del movimento artistico e i suoi principali esponenti.

Competenze

  1. Imparare a comunicare attraverso i codici imposti dal canale virtuale;
  2. Acquisire capacità di sintesi di elementi complessi;
  3. Conoscere alcune tra le più famose produzioni di questo movimento artistico;
  4. Saper identificare gli elementi tipici di una produzione impressionista;
  5. Saper lavorare insieme ai propri coetanei e supportarli per l’acquisizione di conoscenze e competenze.

Area disciplinare

Educazione artistica

Organizzazione didattica

L’attività può essere suddivisa in quattro fasi:

Fase Preliminare

Il docente crea un blog su una piattaforma intuitiva (consigliate Word Press e Blogger). E’ possibile impostare il blog come privato o pubblico.

Successivamente, il docente crea un file Documento su Google Drive denominato Istruzioni Blog  contenente le credenziali di accesso e una tabella con due colonne (vedi Figura in basso). Nella colonna di sinistra saranno inserite 12 azioni basilari, mentre la colonna di destra sarà lasciata in bianco.

A questo punto, è possibile condividere il documento di Google Drive con lo studente, preoccupandosi di abilitarlo alla modifica.

Fase 1

La fase 1 racchiude il processo operativo che deve effettuare lo studente, supportato dal docente, per svolgere alcune azioni basilari per l’aggiornamento del blog. In questa fase, viene tralasciata la natura degli eventuali contenuti da inserire sulla piattaforma e si pone la concentrazione sull’acquisizione di abilità tecniche.

Modelling: il docente illustra allo studente come effettuare la prima delle 12 azioni descritte, agendo in prima persona.

Scaffolding: in questa fase il docente realizza insieme  allo studente i  passaggi chiave per fare la seconda azione.

Tutoring: il docente assiste in presenza lo studente ospedalizzato nel completamento della prima azione basilare.

Fading: il docente, gradatamente, ridurrà il suo grado di supporto allo studente, incoraggiando l’autonomia di quest’ultimo nella gestione dei processi.

Monitoring: il docente fornisce un feedback allo studente e lo invita alla riflessione su quanto realizzato; quindi gli propone di compilare la colonna di destra della tabella inserita nel documento Istruzioni Blog.

Fase 2

Il docente si accerta che lo studente abbia appreso le azioni basilari per la gestione di un blog e, successivamente, lo incoraggia ad   inserire contributi (post, immagini, video, elaborati, ecc…) inerenti al tema dell’Impressionismo.

Fase 3

Nell’ultima fase, lo studente ospedalizzato può assumere il ruolo dell’esperto nei confronti di uno o più studenti presenti nella stessa struttura ospedaliera.

Descrizione sintetica delle fasi didattiche precedentemente esposte

1.2. Elementi peculiari della metodologia nell’attività

Dalla lettura dell’esperienza, emergono chiaramente i passaggi procedurali tipici dell’apprendimento cognitivo, quali il modelling, lo scaffolding, il tutoring, il fading e il monitoring, che facilitano l’acquisizione di specifiche competenze e abilità sempre in modo più autonomo da parte dello studente.

La realizzazione di un blog può essere realizzata come attività individualizzata nel contesto ospedaliero. Tuttavia può essere realizzato per per promuovere attività collaborative tra studenti ospedalizzati insieme anche con studenti fuori dal contesto ospedaliero.

Laddove fosse possibile, quest’attività può essere realizzata con lo studente ospedalizzato che svolge il ruolo di tutor.


2. Approccio autobiografico

L’approccio autobiografico nella didattica scolastica rappresenta una modalità per recuperare informazioni e valorizzare gli aspetti soggettivi dell’esperienza individuale.

Serve soprattutto per ricomporre una frattura tra il sapere personale e il sapere strutturato e paradigmatico scolastisco.

E’ una metodologia non orientata ad acquisire conoscenze e competenze su qualcosa, ma finalizzata allo sviluppo della conoscenza di sé.

Il metodo autobiografico scardina il modello tipico del fare attività didattica, cioè un modello che individua soltanto nel docente il detentore della conoscenza, promuovendo di contro un riequilibrio del «sapere – potere» all’interno del processo educativo.

Gli studenti possiedono un sapere, che è il sapere su di sé, che va riconosciuto e valorizzato.

L’uso della metodologia autobiografica è utile  perché favorisce l’incontro con lo studente, non solo mediato dalla dimensione disciplinare, ma anche personale e umana, predisponendolo ad aprirsi e a mettersi in discussione.

L’approccio si fonda sulla disponibilità all’ascolto da parte del docente attraverso:

  1. una comunicazione non autoritaria;
  2. la trasmissione di calore, confidenza per creare una relazione di fiducia;
  3. un atteggiamento empatico;
  4. la promozione nello studente di un atteggiamento introspettivo verso se stessi e le proprie emozioni.

L’approccio autobiografico dà particolare enfasi alla riflessione che permette una rielaborazione dell’esperienza e lo sviluppo di una maggiore consapevolezza sui propri processi cognitivi ed emotivi.

Un ruolo strategico è determinato dall’uso del linguaggio: il «dare le parole» all’esperienza che aiuta, non solo a riflettere su di essa, ma rappresenta un modo per comprenderla, organizzarla, metterla in relazione. Questo processo implica anche lo sviluppo di un atteggiamento meta-riflessivo che favorisce l’acquisizione di una consapevolezza sui propri processi di funzionamento.

Inoltre, l’uso dell’approccio autobiografico ha ricadute sul piano:

  1. cognitivo: l’uso della memoria, del linguaggio e della narrazione sono dimensioni che vengono potenziate e che favoriscono l’apprendimento;
  2. emotivo: l’autostima, il senso del proprio sé per i più piccoli e l’identità per gli adolescenti sono favoriti dalla narrazione e dalla riflessione su di sé.

I docenti possono utilizzare l’approccio autobiografico per motivazioni diversificate:

  1. Valorizzare i ricordi personali:
  2. Animare e drammatizzare le storie;
  3. Ricostruire la storia personale.

Nel contesto della didattica ospedaliera, il metodo autobiografico offre al docente una via privilegiata, in quanto rimanendo ancorati al piano didattico consente di accedere e recuperare informazioni preziose sul piano del vissuto personale dello studente.

Il docente può utilizzarlo in una fase iniziale del proprio percorso didattico con un nuovo studente per poter facilmente recuperare informazioni sulla sua vita, oppure in particolari momenti del ricovero ospedaliero carichi di tensione e di preoccupazione.

In entrambi i casi, il docente utilizza una strategia didattica efficace che gli consente di entrare in relazione con dimensioni personali del bambino/ragazzo.

Lo studente in questo modo sente valorizzata la sua esperienza di vita pregressa allo stato di malattia e, allo stesso tempo, gli viene data la possibilità di poter condividere il suo stato di sofferenza senza sentirsi invaso.


2.1. Ipotesi di attività didattiche

Obiettivi

  1. Favorire l’integrazione dell’esperienza di malattia e dell’ospedalizzazione all’interno di una trama narrativa “allargata”, che favorisca l’elaborazione di un senso di sé coerente;
  2. Facilitare l’elaborazione di emozioni potenzialmente negative;
  3. Incrementare le capacità metacognitive.

Area Disciplinare

Espressiva/Linguistica

Strategia didattica

Il lavoro può essere proposto individualmente o in piccoli gruppi.


  1. Scelta di un’area tematica che può facilitare nel bambino/ragazzo il racconto di sé e di episodi della propria vita, anche in base a momenti e/o eventi critici durante l’ospedalizzazione;
  2. Proposta del lavoro utilizzando come incipit del racconto frasi o domande poco direttive, che consentano la massima libertà nello svolgimento da parte dell’allievo;
  3. Proposta di integrare la produzione scritta con disegni, foto e, per gli alunni della scuola secondaria di II grado, con riferimenti a romanzi sul tema svolto.


Esempi di proposte per età scolare:

Scuola Primaria: "Racconta il tuo primo giorno di scuola"; "Un giorno che ricorderò sempre";

Scuola Secondaria di Primo Grado: "Quella volta è stata proprio importante l'amicizia", "Un giorno in cui ho imparato tanto è stato...", "Quel giorno in cui mi sono arrabbiata/o";

Scuola Secondaria di Secondo Grado: "Del periodo delle scuole elementari ricordo...", "Quel giorno che ho pensato che è difficile scegliere", "Quella volta che tutto sembrava perduto e invece...".

3. Approccio metacognitivo

Cornoldi (1995) definisce la metacognizione come l’insieme delle attività psichiche che presiedono al funzionamento cognitivo e, più specificatamente, distingue tra conoscenza metacognitiva (le idee che un individuo possiede sul

proprio funzionamento mentale e che includono le impressioni, le intuizioni, le autopercezioni) e i processi metacognitivi di controllo (tutte le attività cognitive che presiedono a qualsiasi funzionamento

cognitivo e che includono la previsione, la valutazione, la pianificazione, il monitoraggio).

Gli individui ricorrono alla metacognizione quando riflettono sui propri pensieri e su quello che ritengono sia il proprio modo di ragionare. Un comportamento metacognitivo si caratterizza,

infatti, per la capacità di riflettere sul proprio funzionamento mentale e focalizza l’attenzione, oltre che sull’attività che si sta svolgendo in quel momento, anche sulle modalità con cui viene

affrontata.

Il proliferare di ricerche volte allo studio e alla sperimentazione di programmi didattici che si avvalgono delle

caratteristiche salienti della

metacognizione enfatizzano l’idea che tale approccio, in primo luogo, non sia un nuovo metodo per vecchi contenuti, ma consente allo studente (mediante i processi metacognitivi di controllo) di sviluppare flessibilità di pensiero, controllo delle proprie azioni, analisi delle situazioni problematiche, pianificazione delle attività, ecc. Tutto ciò permette allo studente di diventare responsabile del funzionamento dei propri processi

cognitivi e dei propri risultati. In definitiva, una didattica metacognitiva richiede di acquisire un atteggiamento attivo e responsabile rispetto all’apprendimento.

Le abilità e le strategie metacognitive

sono le capacità che consentono di

conoscere il funzionamento della mente (propria e altrui) e di decentrare il pensiero verso il futuro (predire/prevedere e progettare azioni) e verso il passato (monitorare e autovalutarsi).

Le tecnologie didattiche, per alcune loro implicite caratteristiche, sono un settore i cui principi della didattica metacognitiva possono essere facilmente applicabili

se non addirittura contribuire al loro sviluppo.

Le azioni educative che possono supportare strategie metacognitive rese possibili dall’utilizzo delle tecnologie del web 2,0 riguardano:

  1. la gestione delle informazioni, sia per il modo in cui possono essere recuperate ma anche per come possono essere gestite e condivise;
  2. la comunicazione e l’interazione rese possibili dagli strumenti più diversificati e «liberate» da vincoli di luogo e di tempo.

Un altro ambito in cui le tecnologie possono favorire lo sviluppo e l’apprendimento di abilità metacognitive è quello relativo al mondo dei software didattici, delle app, dei giochi.

In entrambi i casi, può essere favorito e attivato un atteggiamento metacognitivo, che stimola soprattutto l’esercizio di funzioni, piuttosto che l’apprendimento di contenuti attraverso:

  1. La pianificazione delle attività: stimolare la capacità di prevedere e di rappresentarsi cosa può succedere se si applica una certa procedura ad un certo compito.Lo studente è invitato a comprendere se e come è in grado di affrontare un compi­to, sulla base del proprio sapere;
  2. La progettazione: stimolare la capacità di individuare e organizzare la strategia e le azioni concrete che consentono di raggiungere meglio un certo risultato. Lo studente è invitato ad organizzare la propria attività, a verificare la connessione fra i vari pezzi di informazione che sta apprendendo;

  3. Il monitoraggio: stimolare la capacità di osservare e controllare l’andamento di un processo, anche cognitivo, e di costruire soluzioni alternative, qualora quelle usate non si rivelino idonee. Lo studente è chiamato a sviluppare una sensibilità sull’andamento dell’attività che sta svolgendo, a verificare ed eventualmente a modificare le scelte e le azioni svolte.


3.1. Riflessione sull’attività didattica

L’utilizzo di un approccio metacognitivo da parte del docente non deve e non può ridursi ad un’esperienza occasionale, ma deve diventare una consuetudine che accompagna i vari percorsi didattici.

Un’abitudine che supporta lo studente verso  un’autodisciplina favorendo così una maggiore consapevolezza, responsabilità e autonomia.

Di seguito viene riportato un esempio di attività metacognitiva relativa all’attività sull’apprendistato cognitivo.

Si tratta di una traccia indicativa che va ricalibrata in funzione degli obiettivi che ciascuna attività si prefigge di raggiungere.


Attività metacognitiva sull’Apprendistato Cognitivo

Agli studenti, subito dopo la presentazione dell’attività si fornisce una scheda denominata «Istruzioni per l’apprendimento consapevole».

Istruzioni per l’apprendimento consapevole

Stiamo realizzando un blog per:

  1. Aiutarvi a riconoscere alcuni elementi dell’impressionismo e i suoi principali esponenti;
  2. Esporre le vostre conoscenze attraverso l’uso di canali comunicativi diversificati;
  3. Favorire l’aiuto reciproco.

Gli obiettivi di apprendimento sono:

  1. Conoscere i principali tratti distintivi dell’impressionismo;
  2. Conoscere la storia del movimento artistico e i suoi principali esponenti.

Entro la fine dell’attività dovete sapere:

  1. Riconoscere le principali caratteristiche dell’impressionismo e saper riconoscerne i principali esponenti.

Entro la fine dell’attività dovreste aver usato le seguenti abilità:

  1. Sintetizzare le principali informazioni;
  2. Esaminare i fattori che contraddistinguono il movimento;
  3. Realizzare dal punto di vista tecnico un blog;
  4. Condividere informazioni e conoscenze con i compagni.

Traccia di autovalutazione

  1. Che cosa ho imparato;
  2. Che cosa mi è piaciuto del mio lavoro;
  3. Che cosa ho trovato difficile;
  4. Come posso migliorarlo;
  5. Come mi sono posto nei confronti dei miei compagni.

3.2. Bibliografia

Brown,J.S.,Collins,A.,Duguid,P.(1989).Situated Cognition and the Culture of Learning.Educational Researcher

Castoldi M. (2011) Progettare per competenze. Percorsi e strumenti. Carocci Editore. Roma

Cornoldi C. (1995), Metacognizione e apprendimento, Il Mulino, Bologna

Collins A., Brown J. S., Newman S. E., Cognitive apprenticeship: Teaching the craft of reading, writing and mathematics (Technical Report No. 403). BBN Laboratories, Cambridge, MA. Centre for the Study of Reading, University of Illinois. Gennaio 1987

3.3. Credits

Vincenza Benigno, Ricercatrice ITD-CNR
Fabrizio Ravicchio, Dottorando di Ricerca in Digital Humanities, Università degli Studi di Genova