Libro: UN APPROCCIO METODOLOGICO ALLA PROGETTAZIONE

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Corso: METODOLOGIE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA
Libro: Libro: UN APPROCCIO METODOLOGICO ALLA PROGETTAZIONE
Stampato da: Utente ospite
Data: sabato, 4 aprile 2026, 18:46

Descrizione

 

Di seguito si prenderà in considerazione un particolare approccio alla progettazione, per supportare il docente nello sviluppo di un’unità didattica potenzialmente centrata sull’uso di una o più tecnologie.

1. Progettare per competenze

Per quanto ci siano diversi approcci per progettare e ideare attività didattiche, anche il docente ospedaliero o in ID non può prescindere dall’approccio per competenze.

La scuola in generale deve:

"fornire le chiavi per apprendere ad apprendere, per costruire e per trasformare le mappe dei saperi rendendole continuamente coerenti con la rapida e spesso imprevedibile evoluzione delle conoscenze e dei loro oggetti. Si tratta di elaborare gli strumenti di conoscenza necessari per comprendere i contesti naturali, sociali, culturali, antropologici nei quali gli studenti si troveranno a vivere e operare" (Indicazioni Nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, 2012).

Progettare per competenze e certificarle è un orizzonte che la scuola italiana ha fatto proprio, recependo la raccomandazione europea sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente, caratterizzato da otto competenze chiave:

  1. Comunicazione nella madre lingua;
  2. Comunicazione nelle lingue straniere;
  3. Competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia;
  4. Competenza digitale;
  5. Imparare ad imparare;
  6. Competenze sociali e civiche;
  7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità;
  8. Consapevolezza ed espressione culturale.


La scuola oltre a favorire lo sviluppo di:

  1. Conoscenze, intese come il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento;
  2. Abilità, intese come la capacità di applicare le proprie conoscenze in modo relativamente agevole per l’esecuzione di compiti semplici.

Inoltre, ha il compito di far conseguire alcune competenze, intese come le capacità di far fronte a richieste di un elevato livello di complessità.

Progettare percorsi didattici per il perseguimento di competenze implica destrutturare la normale attività didattica che ha sempre dato una particolare centralità ai contenuti disciplinari e alle abilità e conoscenze sottese. In questo contesto i saperi e i contenuti diventano strumenti a partire dai quali lo studente costruisce le proprie competenze.

Il costrutto di competenza così delineato è in sintonia con Il costruttivismo sociale, che segna il passaggio da una scuola intesa come luogo di trasmissione delle conoscenze a quello di un ambiente di apprendimento.

Un ambiente di apprendimento costruttivista è un luogo, reale o virtuale, in cui gli studenti possono lavorare insieme e aiutarsi a vicenda per imparare a usare una molteplicità di strumenti e risorse informative nel comune perseguimento di obiettivi di apprendimento e di attività di problem solving.

In questo contesto l’apprendimento può essere inteso come un processo interattivo in cui gli studenti imparano l’uno dall’altro attraverso una costante e intensa interazione con l’ambiente culturale, sociale, fisico in cui il soggetto si trova.


1.1. Quali competenze per la scuola dell’infanzia

La scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza.

  1. Consolidare l’identità significa essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e identità;
  2. Sviluppare l’autonomia significa avere fiducia in sé stessi e fidarsi degli altri, implica la capacità di esprimere sentimenti ed emozioni, imparare a operare scelte sempre più consapevoli;
  3. Acquisire competenze significa giocare, muoversi, manipolare, imparare a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, essere in grado di descrivere immaginare, ripetere con simulazioni e giochi di ruolo (Indicazioni Nazionali per il curriculo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, p. 21, 2012).

Un apprendimento che promuove questo genere di competenze non può limitarsi alle sole attività didattiche realizzate nei contesti routinari. L’apprendimento avviene attraverso l’azione, l’esplorazione, il contatto con gli oggetti, la natura, l’arte, il territorio.


1.2. Quali competenze per la scuola del primo ciclo

La scuola del primo ciclo che comprende sia la scuola primaria, sia la scuola secondaria di primo grado deve garantire gradualmente l’acquisizione di tutte quelle competenze indispensabili per continuare ad apprendere a scuola e lungo l’intero arco della vita.

In particolare, si pone come finalità principale l’acquisizione delle conoscenze e delle abilità fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base per favorire lo sviluppo della persona.

Agli studenti della scuola primaria la scuola deve offrire la possibilità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose e di acquisire i saperi irrinunciabili.

Agli studenti della scuola secondaria di primo grado la scuola deve offrire un’approfondita padronanza delle discipline, che concorrono alla promozione di competenze più ampie e trasversali, volte alla realizzazione personale per la partecipazione attiva alla vita sociale orientate ai valori della convivenza civile e del bene comune.

La scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado devono essere in grado di promuovere apprendimenti significativi:

  1. valorizzando l’esperienza e le conoscenze degli alunni, volti a favorire la ricchezza di conoscenze di cui ciascun studente è portatore;
  2. attuando interventi adeguati nei riguardi delle diversità, volti a favorire l’inclusione di ciascun studente in sintonia con specifici bisogni educativi;
  3. favorendo l’esplorazione e la scoperta, al fine di promuovere il desiderio della scoperta e della conoscenza;
  4. incoraggiando l’apprendimento collaborativo, volto a favorire l’aiuto reciproco, l’apprendimento tra pari;
  5. promuovendo la consapevolezza del proprio ruolo di apprendere, finalizzato allo sviluppo di una maggiore consapevolezza del proprio stile di apprendimento;
  6. realizzando attività didattiche in forma di laboratorio, volte a favorire esperienze che attivino l’operatività e la riflessione su ciò che si realizza.



1.3. Quali competenze per la scuola secondaria di secondo grado

Al termine dell’istruzione Obbligatoria gli studenti devono aver acquisito le cosiddette competenze chiave di cittadinanza:

  1. imparare ad imparare, saper organizzare il proprio apprendimento scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione;
  2. progettare, saper elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo  delle proprie attività di studio e di lavoro;
  3. comunicare, saper comprendere messaggi di genere diverso e saper rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti;
  4. collaborare e partecipare, saper interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità;
  5. agire in modo autonomo e responsabile, sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni;
  6. risolvere problemi, saper affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi;
  7. individuare collegamenti e relazioni, saper individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni;
  8. acquisire ed interpretare l’informazione, saper acquisire ed interpretare criticamente. l'informazione ricevuta nei diversi ambiti.

2. Il modello pedagogico Learner Centered Oriented

Prima di avviare una qualsiasi attività progettuale, è importante avere come riferimento un modello pedagogico e didattico efficace che ponga lo studente al centro della progettazione e gestione del processo educativo. Il modello pedagogico “per eccellenza" orientato in tal senso è quello Learner Centered Oriented che fa riferimento al modello sviluppato dall’APA (American Psychological Association, 1997), nell'ambito del quale sono stati individuati 14 principi psicologici suddivisi in quattro macro-aree:

Il dominio cognitivo e metacognitivo:

sottolinea quali sono le capacità di chi apprende e come queste facilitano il processo di apprendimento.

Il dominio affettivo e motivazionale:

enfatizza il ruolo e l'importanza dei fattori motivazionali ed emotivo-affettivi nel contesto dell'apprendimento.

Il dominio evolutivo e sociale:

considera i diversi livelli di sviluppo e l'importanza del contesto sociale nel processo dell'apprendimento.

Il dominio delle differenze individuali:

sottolinea l'importanza delle differenze individuali e come queste influenzino l'apprendimento.


2.1. Il dominio cognitivo e metacognitivo

I fattori cognitivi e metacognitivi enfatizzano gli aspetti legati alla riflessione, all'autoregolazione dell'apprendimento, alla capacità di controllo (mastery), alla  comprensione dei contenuti. Considerando tali fattori, sarebbe opportuno che nella progettazione e gestione di un percorso educativo con studenti ospedalizzati si tenessero in considerazione alcuni aspetti:

  1. fornire contenuti che possono essere in qualche modo collegati con quelli già posseduti dallo studente;
  2. sviluppare attività che consentono allo studente di attivare strategie di pensiero critico e riflessivo (higher order thinking skills) come, ad esempio, attività di apprendimento basto sulla risoluzione di problemi (problem based learning);
  3. utilizzare diversi strumenti tecnologici che supportino attività di apprendimento, di socializzazione, di condivisione.



Principio 1 - Natura del processo di apprendimento

L’apprendimento di argomenti complessi è più efficace quando vi è un processo intenzionale di costruzione del significato che deriva dall'esperienza e dall'informazione già maturate.

Principio 2 - Obiettivi del processo di apprendimento

Lo studente è facilitato nel suo percorso didattico con una guida di supporto che lo aiuta a creare rappresentazioni più significative, coerenti e rilevanti della conoscenza.

Principio 3 - Costruzione del sapere

Lo studente è facilitato nel suo percorso didattico quando può collegare la propria rappresentazione della conoscenza integrando contenuti nuovi a quelli pregressi.

Principio 4 - Prospettiva strategica 

Lo studente è facilitato nel suo percorso didattico quando può creare e usare un repertorio di strategie di pensiero e di ragionamento per raggiungere complessi obiettivi di apprendimento.

Principio 5 - Riflettere sul modo in cui si pensa

L'uso di livelli superiori di strategie metacognitive agevolano il pensiero creativo e critico.

Principio 6 - Contesto di apprendimento

L’apprendimento viene influenzato da fattori ambientali quali cultura, tecnologia e stile di insegnamento.


2.2. Il dominio affettivo e motivazionale

Gli aspetti emotivi giocano un ruolo chiave nell'apprendimento e nella partecipazione attiva in un contesto didattico. Gli aspetti emotivi e cognitivi non possono pertanto essere considerati separatamente come dimensioni parallele, ma strettamente interrelati con i processi cognitivi. Considerando tali fattori e il contesto a cui si sta facendo riferimento sarebbe opportuno che nella progettazione e gestione di un percorso didattico si tenessero in considerazione:

  1. la promozione di un ambiente sociale tra gli studenti in grado di sviluppare un clima di fiducia e rispetto reciproco e di promuovere interazioni sociali positive;
  2. il livello di competenza e di conoscenza degli studenti al fine di sviluppare percorsi di apprendimento che motivino intrinsecamente gli studenti ad una partecipazione attiva.

Principio 7 - Effetti emotivi e motivazionali sull’apprendimento 

Ciò che si apprende è influenzato dalla motivazione dello studente. La motivazione ad imparare, dall'altra parte, è influenzata dagli stati emotivi, dalle credenze, dagli interessi e dalle capacità di ragionamento.

Principio 8 - Motivazione intrinseca ad apprendere

La creatività, la curiosità e la possibilità di riflettere contribuiscono a motivare lo studente. La motivazione intrinseca è stimolata anche dalla tipologia del compito capace di stimolare gli interessi e la possibilità di scelta e di controllo sulle proprie azioni.

Principio 9 - Effetti della motivazione sull’impegno

Acquisire conoscenze complesse richiede un considerevole impegno da parte dello studente; senza motivazione, l’impegno ad una partecipazione attiva viene vanificata.


2.3. Il dominio evolutivo e sociale

I fattori, legati alla dimensione sociale e allo sviluppo di ogni studente, assumono un ruolo centrale in ogni processo di apprendimento. L'apprendimento non può essere considerato un fenomeno cognitivo individuale ma un fenomeno sociale. Poiché il processo di co-costruzione di significati e di artefatti è prettamente sociale, diventa cruciale offrire un ambiente di apprendimento volto a promuovere conoscenza attraverso l'interazione sociale, fornendo l'assistenza necessaria per lo sviluppo delle competenze cognitive e sociali coinvolte nelle attività. Considerando tali fattori, sarebbe opportuno che nella progettazione e gestione di un percorso didattico con studenti ospedalizzati si tenessero in considerazione alcuni aspetti quali:

  1. progettare attività di studio di natura collaborativa attraverso strategie di cooperative learning;
  2. strutturare un contesto sociale di apprendimento in modo da favorire l'interazione anche con la classe di appartenenza;
  3. supportare la socialità tra gli studenti attraverso attività di supporto di natura socio-cognitiva.

Principio 10 - Effetti dello sviluppo individuale sull’apprendimento 

Nell'ambito dello sviluppo individuale gli studenti hanno diverse opportunità e vincoli per l'apprendimento. L’apprendimento è più efficace quando riflette i processi di sviluppo a livello fisico, intellettuale, emotivo e sociale.

L’apprendimento è influenzato dalle interazioni sociali, dalle relazioni interpersonali e dalla comunicazione con gli altri.


2.4. Il dominio delle differenze individuali

La pianificazione di un processo di apprendimento in funzione delle singole esigenze, interessi e preferenze degli studenti lo rende un percorso sicuramente più motivante ed efficace. Nella progettazione di un percorso didattico, e in particolare con studenti ospedalizzati, è necessario tenere in considerazione alcuni dei seguenti aspetti:

  1. prevedere una fase iniziale di valutazione delle conoscenze, delle esperienze e della motivazione alla partecipazione;
  2. prevedere la possibilità di poter scegliere tra livelli differenti di complessità del percorso formativo (ad esempio avere a disposizione del materiale di studio diversificato per livelli di competenza e conoscenza);
  3. sviluppare un portfolio individuale e strategie di authentic assessment.

Principio 12 - Differenze individuali nell’apprendimento

Gli studenti hanno differenti strategie, approcci e capacità di apprendimento che dipendono dalle diverse esperienze e dal bagaglio di conoscenze.

Principio 13 - Apprendimento e differenze

L’apprendimento è più efficace quando riflette le differenze linguistiche, culturali e socio-economiche dei singoli studenti.

Principio 14 - Valutazione

La messa appunto, in modo appropriato, di criteri per la valutazione dello studente e del processo di apprendimento, devono prevedere valutazioni diagnostiche, di processo e finali e devono essere considerate come parte integrante del processo formativo.


3. La progettazione

Analisi del contesto

Una volta chiarito il modello pedagogico, a cui è sempre opportuno fare riferimento nella progettazione di un percorso didattico, è importante fare una ricognizione sulle condizioni al contorno dello studente entro cui si svilupperà l'attività didattica supportata dalle tecnologie.

Ecco alcuni aspetti da tenere in conto:

La situazione dello studente:

  1. lo stato di salute e le relative terapie;
  2. la condizione psicologica.

Gli aspetti logistico-strutturali:

  1. presenza o meno di spazi attrezzati;
  2. strumentazione adeguata;
  3. collegamenti di rete;
  4. disponibilità di risorse (materiali didattici, applicativi software, ...).

Il coinvolgimento di altri attori:

  1. la classe di appartenenza;
  2. nel caso di uno studente ricoverato, altri studenti ospedalizzati.
Individuare le finalità

Il punto di avvio per la progettazione sono le competenze chiave, declinate e diversificate a seconda dei livelli scolari.

Per favorire una programmazione più specifica esse vanno comunque declinate in competenze disciplinari.

L’organizzazione di un’attività didattica prevede l’individuazione degli obiettivi formativi, delle conoscenze e dei contenuti, nonché della metodologia e dei criteri di verifica e valutazione.

Definizione degli obiettivi di apprendimento

Nella definizione degli obiettivi vengono indicate le forme e i livelli di apprendimento auspicati. E’ consigliabile un processo di operazionalizzazione degli obiettivi, questo facilita il docente a precisare in modo univoco e ciò che secondo le sue previsioni lo studente saprà fare al termine di un percorso, anche breve, di apprendimento.

Ecco un elenco possibile di obiettivi:

Disciplinari

Apprendimento di conoscenze codificate, attinenti ad aree disciplinari.

Addestrativi o motori

Apprendimento di conoscenze operative e procedurali, abilità pratiche, esperienza professionale specifica, capacità di gestione dei problemi che si incontrano in domini diversi e nella prassi educativa.

Socio-relazionali

Apprendimento delle competenze sociali per meglio comprendere il contesto in cui si opera, per gestire in modo costruttivo le interazioni con gli altri attori sociali presenti nel contesto, per adottare  comportamenti appropriati.

Emotivo/motivazionali

Apprendimento volto al progressivo miglioramento del proprio equilibrio psicologico e, in particolare, di abilità sociali, emotive e comportamentali.

Cognitivi/ metacognitivi

Apprendimento volto allo sviluppo dei processi e delle funzioni mentali come la comprensione, l'inferenza, la capacità di prendere decisioni.

Definizione dei contenuti

I contenuti, gli argomenti, come gli obiettivi, è bene che siano strutturati (a indice, usando mappe concettuali, in modo gerarchico, ecc.) e descritti in termini di argomenti da affrontare per il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento. Se a monte è stata fatta una buona strutturazione degli obiettivi, la corrispondente struttura dei contenuti viene a definirsi quasi automaticamente. Ad esempio, nel caso si sia prodotta una gerarchia degli apprendimenti, associando a ogni suo nodo (obiettivo di apprendimento) il contenuto più idoneo da trattare per il raggiungimento di quello specifico obiettivo, si giunge automaticamente a una corrispondente strutturazione dei contenuti.

La metodologia

Oltre all'identificazione dei contenuti, è anche importante definire la modalità educativa del loro utilizzo, finalizzata al raggiungimento dei corrispondenti obiettivi di apprendimento, ovvero va definita la strategia didattica.

Erogativa

Modalità che vede l'insegnamento come un processo di trasferimento di conoscenze. Rientrano in questa categoria sia le lezioni svolte da un docente, più o meno "dialogate", sia interventi di insegnamento online quali le video lezioni e I webinar, come pure l'uso di materiali didattici (learning object, video, podcast, ecc.) precedentemente predisposti. Nonostante possano essere presenti anche alcune interazioni, il processo è eminentemente monodirezionale e il compito espositivo caratterizza i ritmi e l'atteggiamento dello studente.

Direttiva-Interattiva

Modalità che struttura l'insegnamento secondo principi di rigida individuazione degli obiettivi e di articolazione dei contenuti secondo modelli tipicamente comportamentisti (segmentazione, gradualizzazione, feedback continui). La conoscenza, anche in questo caso, è «trasferita», ma il metodo con cui questo avviene risponde alla precisa intenzione di connettere, attraverso il rinforzo, risposte coerenti a determinati stimoli.

Attiva

Modalità che pone come obiettivo primario la costruzione attiva della conoscenza da parte dello studente. In questo modello, di chiara derivazione costruttivista, gli studenti hanno maggiori spazi di autonomia e lavorano alla strutturazione di risposte conoscitive autonome avvalendosi dei materiali forniti dal docente. II lavoro può essere svolto, dallo studente, sia individualmente, sia con il supporto di un docente/tutor, sia insieme al gruppo dei pari.

Collaborativa

La modalità collaborativa riprende gli obiettivi della modalità precedente spostando il focus sulla dimensione sociale e relazionale dell’apprendimento; la conoscenza è prevalentemente costruita attraverso un lavoro di gruppo ed è frutto di un processo di negoziazione e di accordo continuo.

La scelta degli strumenti

Per ogni attività vanno poi indicate le risorse necessarie, quali i materiali didattici d'appoggio, le tecnologie da impiegare, i servizi di rete.

Vanno definiti i ruoli, quelli del docente, dello studente e  di altri attori, come i compagni di classe.

Per quanto riguarda la scelta degli strumenti, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle tecnologie didattiche.

Ovviamente le tecnologie vengono individuate e scelte sulla base di quelle che sono le finalità dell’attività didattica, le competenze da promuovere e gli obiettivi disciplinari che si vogliono perseguire.

L'attività didattica

L'attività definisce operativamente come mettere in atto la strategia didattica, in altre parole le operazioni che vengono richieste allo studente (o agli studenti) per il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento.

Possono essere basate:

  1. sullo studio individuale,
  2. sulla partecipazione ad attività in gruppo locale (lezioni, produzioni collaborative, ecc.),
  3. sulla partecipazione in rete organizzando vere e proprie comunità di apprendimento distribuite.

Nella progettazione di un percorso didattico è utile prendere in considerazione la stima dei tempi, consapevoli che in ospedale la dimensione temporale è vincolata da una serie di situazioni piuttosto difficili da prevedere e controllare.

La stima dei tempi, anche approssimativa, è determinante nel definire l'articolazione in fasi del percorso educativo.

Tuttavia, per quanto ci si sforzi di dare una stima dei tempi di sviluppo delle diverse attività, all'atto pratico si è destinati a operare un gioco costante di ritaratura, flessibilizzazione e adeguamento alle esigenze che via via si manifestano lungo il percorso.

E comunque evidente che nel momento della pianificazione del lavoro, sia necessario dare delle indicazioni di massima, mettere cioè dei paletti attraverso cui traguardare lo stato di avanzamento delle diverse attività per avere indicazioni se e quando sia necessario intervenire sulla tempistica.

Nell’articolazione in fasi del progetto, la distinzione delle attività in base alla loro complessità (ad esempio macro-attività e sotto-attività) offre spesso un valido aiuto.

La valutazione

 

E’ verosimile che il docente, in relazione al classico approccio alla valutazione, distingua le seguenti tre fasi:

Valutazione diagnostica:

orientata a fornire un'accurata descrizione del livello di conoscenze e abilità possedute/raggiunte da uno studente su un dato dominio conoscitivo, rilevando le sue competenze e le sue lacune.

Valutazione formativa:

orientata ad aiutare lo studente a comprendere lo stato di avanzamento delle proprie conoscenze attraverso prove di autoverifica. Tali prove non conducono quindi alla formulazione di un giudizio di merito quanto piuttosto al rilevamento della progressione nel raggiungimento degli obiettivi di apprendimento dichiarati.

Valutazione sommativa: 

finalizzata a dare un'indicazione sullo stato di avanzamento delle conoscenze dello studente, viene usata in modo più "fiscale", per l'attribuzione cioè di un giudizio di merito, talvolta espresso in voti, crediti formativi.


Tuttavia, nel contesto della didattica ospedaliera o in ID assume una particolare importanza  il Portfolio delle competenze definito uno strumento unitario che raccoglie ordinatamente e stabilmente le documentazioni più significative del percorso scolastico dello studente, registrandone esiti e modalità di svolgimento del suo processo formativo.

Risulta ancora più funzionale l’uso del Registro elettronico, come già evidenziato precedentemente, vista la situazione logistica e organizzativa.

In questo ambito specifico, i processi di apprendimento possono essere documentati e analizzati per tutta la durata  di uno o più anni scolastici.

Il collegamento elettronico può anche essere  sfruttato per consentire e condividere anche con i propri compagni l’evoluzione sul proprio apprendimento, difficoltà, esperienze.


3.1. Credits

Vincenza benigno, ricercatrice ITD- CNR