Libro: LE TECNOLOGIE DIDATTICHE NELL'ISTRUZIONE DOMICILIARE: ASPETTI INTRODUTTIVI
| Sito: | CLassi Ibride Per la Scuola in Ospedale LABORATORI FORMATIVI |
| Corso: | METODOLOGIE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA |
| Libro: | Libro: LE TECNOLOGIE DIDATTICHE NELL'ISTRUZIONE DOMICILIARE: ASPETTI INTRODUTTIVI |
| Stampato da: | Utente ospite |
| Data: | sabato, 4 aprile 2026, 16:29 |
Descrizione
Il libro intende fornire una visione d’insieme sui possibili usi delle tecnologie
didattiche nel contesto della didattica in istruzione domiciliare.
In
particolare, vengono presentati una serie di scenari nell’ambito dei quali le
tecnologie di rete e quelle del web 2.0 svolgono un ruolo fondamentale per
favorire l’inclusione sociale e quella didattico educativa, attraverso
strategie finalizzate a motivare l’apprendimento e promuovere attività
cooperative e l’interazione tra pari.
Infine,
verranno condivise alcune esperienze realizzate da docenti in ID per i diversi livelli scolari.
Sommario
1. La dimensione sociale nel contesto educativo
L’obiettivo prioritario dell’Istruzione Domiciliare, come già più volte ribadito, è quello di assicurare l’erogazione del servizio scolastico affinché gli studenti in ID non interrompano il corso di studi intrapreso prima del sopraggiungere della malattia e prevenire l’isolamento sociale.
Il contesto educativo è uno dei principali luoghi di convivenza sociale dove gli studenti con il supporto dei loro “educatori” imparano a rispettare sé stessi e gli altri, ad apprezzare e valorizzare le proprie e altrui identità culturali, a promuovere legami cooperativi, a sensibilizzare alla comprensione e gestione dei conflitti.
La scuola non solo come luogo di trasmissione di conoscenze che “insegna ad apprendere”, ma come luogo di esperienza di vita che “insegna ad essere.”
La scuola, intesa secondo quest’ultima accezione, diventa un ambiente di apprendimento reale o virtuale, in cui gli studenti possono lavorare insieme e aiutarsi a vicenda per imparare a usare una molteplicità di strumenti e risorse informative nel comune perseguimento di obiettivi di apprendimento e sviluppo di competenze.
La scuola rappresenta un luogo naturale di crescita non solo per la quantità di informazioni che essa riesce a veicolare ma anche perché è un luogo sociale in cui i bambini e i ragazzi acquisiscono regole, norme, fiducia in se stessi, imparano a gestire conflitti e a cooperare. La scuola rappresenta uno spazio di vita fondamentale per una sana crescita di ogni bambino e ragazzo.

1.1. L’apprendimento e il contesto sociale
Bruner (1997) considera l’apprendimento come un processo interattivo in cui le persone imparano l’una dall’altra, cioè come un processo complesso che passa attraverso una costante e intensa interazione con l’ambiente culturale, sociale, fisico in cui il soggetto si trova.
Secondo quest’ottica un percorso educativo dovrebbe far interagire gli attori dell’apprendimento nella cosiddetta zona di sviluppo prossimale, identificata come la distanza tra il livello di sviluppo attuale, definito dal tipo di abilità mostrata da un soggetto che affronta individualmente un compito e il livello di sviluppo di cui il soggetto dà prova quando è impegnato in un compito ma con il supporto di un adulto o di un pari più abile (Vygotskij, 1986).
Anche Jonassen (1994) suggerisce una serie di raccomandazioni per creare e promuovere lo sviluppo di nuove conoscenze e competenze all’interno di un ambiente di apprendimento:
- dare enfasi alla costruzione della conoscenza e non alla sua riproduzione;
- evitare eccessive semplificazioni nel rappresentare la complessità delle situazioni reali;
- presentare compiti autentici (contestualizzare piuttosto che astrarre);
- offrire ambienti di apprendimento derivati dal mondo reale, basati su casi, piuttosto che sequenze istruttive predeterminate;
- offrire rappresentazioni multiple della realtà;
- favorire la riflessione e il ragionamento;
- permettere costruzioni di conoscenze dipendenti dal contesto e dal contenuto;
- favorire la costruzione cooperativa della conoscenza, attraverso la collaborazione con altri.
Nel contesto dell’ID è intuibile come la dimensione sociale e relazionale dello studente subisca dei cambiamenti notevoli.
La priorità assoluta è sicuramente il recupero del benessere psico-fisico, quindi capita sovente che il docente per questioni legate alla malattia, alle cure e
agli effetti che queste hanno sulla dimensione cognitiva dello studente, privilegi la lezione individuale.
Nonostante ciò, è opportuno che il docente attivi e favorisca in qualche modo la dimensione socio-relazionale allargata anche al contesto della classe di provenienza, laddove sia possibile.

2. La dimensione sociale nel contesto didattico
Con lo sviluppo delle più recenti tecnologie della comunicazione è diventato possibile estendere l'insegnamento al di là del tradizionale ambiente scolastico formale.
Le Tecnologie Didattiche offrono un contributo prezioso e a volte insostituibile nell’istruzione con studenti in situazioni di disagio, così come per gli studenti in ID domiciliati presso la propria abitazione.
È possibile ipotizzare quali vantaggi e ricadute dal punto di vista affettivo ed emotivo possono avere l’uso degli strumenti più innovativi come i servizi del Web 2.0 di instant messaging (come Skype, MSN, Messenger) o i media digitali (come la LIM o i dispositivi portabili come i lettori Mp3 e Mp4, lo smartphone o l’i-pod touch, i tablet e gli e-book) per tutti quegli studenti forzatamente costretti a periodi di lungo isolamento.
Dal punto di vista prettamente didattico svolgono un ruolo importante sia in attività individuali sia in quelle progettate secondo un approccio di tipo collaborativo.
Le tecnologie nell’istruzione domiciliare possono essere utilizzate dal docente da un lato per creare le condizioni affinché sia mantenuto un contatto col mondo esterno, rompendo così l’isolamento che spesso può durare anche lunghi periodi, dall’altro favorire e motivare il percorso formativo degli studenti.
L’Istruzione domiciliare diventa un contesto privilegiato dove le tecnologie digitali e gli strumenti del Web 2.0 possono svolgere la funzione di:
- amplificatore socio-relazionale mediante la comunicazione (audio, video-testuale) reciproca tra soggetti remoti;
- amplificatore socio-meta-cognitivo mediante la collaborazione e la costruzione di artefatti sia tra pari sia in modo individuale;
- amplificatore informativo mediante la condivisione, lo scambio e la documentazione di materiali.
Le tecnologie didattiche in un contesto di didattica individuale, come spesso capita nell’ID, agiscono sulla motivazione e sull’interesse degli studenti, mentre in un contesto di didattica collaborativa favoriscono la loro partecipazione attiva.
Le tecnologie della comunicazione, in particolare, rappresentano un’apertura verso il mondo esterno che garantisce agli studenti spazi di socializzazione, di ricerca, di partecipazione costruttiva alle attività didattiche.
Sicuramente tutto ciò permette loro di recuperare una quotidianità molto più vicina alla normalità.
In questo ambito, la creazione di un ambiente virtuale di apprendimento, se sviluppato nel pieno delle sue potenzialità e non centrato esclusivamente sulla trasmissione di materiale di studio, offre l’indubbio vantaggio di favorire il superamento di una visione individualistica dell’apprendimento a favore di un apprendimento inteso come un processo sociale, attivo e riflessivo,
generato dall’accesso ad informazioni condivise e dall’interazione tra pari.
Coniugando approcci, tecnologie e i bisogni educativi e sociali degli studenti ospedalizzati è possibile ipotizzare una serie di scenari socio-educativi volti a favorire una partecipazione più consapevole e motivante al proprio percorso di apprendimento.
Per ogni singolo scenario vengono indicati, a titolo esemplificativo, possibili obiettivi, attività realizzabili e strumenti tecnologici. Inoltre, vengono ipotizzati anche ruoli differenti sia dei docenti sia degli studenti e dei compagni di classe a seconda dell’attività ipotizzata.

3. Gli scenari socio- educativi
Scenario 1: La dimensione sociale e relazionale
Obiettivi
- Favorire e/o mantenere la conoscenza reciproca tra lo studente in ID e la sua classe, promuovendone l’inclusione nel contesto classe “virtuale”;
- Creare un clima di collaborazione e di fiducia reciproca;
- Favorire lo sviluppo di una sensibilità rivolta a chi si trova in uno stato di sofferenza.
Attività
- Attività tipiche di socializzazione, presentazione attraverso l’uso di forum, realizzazione di blog di gruppo, creazione di gruppi su interessi comuni (hobby, film, narrativa…);
- Attività competitive (ad esempio, creazione di un logo per la classe, concorso fotografico…).
Strumenti
Blog, Facebook, Skype, LMS, WhatApp.
Attori
Gli studenti
Valore aggiunto
Favorire lo sviluppo di un clima di classe orientato alla fiducia e al supporto reciproco.
Scenario 2: la gestione e condivisione del materiale didattico
Obiettivi
Rivolti allo studente in ID:
- consentire l’accesso e la condivisione del materiale didattico che circola nella classe di appartenenza.
Rivolti alla classe:
- Imparare ad organizzare il materiale didattico in modo sistematico;
- favorire abilità di sintesi per gli studenti coinvolti;
- favorire un atteggiamento di condivisione, sviluppare abilità trasversali e metacognitive.
Attività
- Attività degli studenti: far sintetizzare degli appunti in modalità collaborativa o cooperativa;
- Attività dei docenti: preparazione e condivisione del materiale didattico in formato digitale utilizzato durante la lezione.
Strumenti
Wiki, Forum, Cartella di condivisione, PICASA, Dropbox, Internet, Google Drive
Attori
Docenti supportati dagli studenti della classe
Valore aggiunto
La documentazione, l’archiviazione, la sintesi del materiale sviluppato durante l’attività didattica in classe e trasformato nei vari e opportuni formati digitali, diventa immediatamente accessibile allo studente ospedalizzato ma allo stesso tempo risulta materiale fruibile e condivisibile da altre comunità scolastiche.
Scenario 3: la collaborazione
Obiettivi
- Favorire l’interdipendenza positiva all’interno del gruppo classe;
- Incrementare abilità autoriflessive e metacognitive.
Attività
Creazione di sintesi/prodotti collaborative/i, problem solving, giochi di ruolo, web-quest, ecc.
Strumenti
Forum, blog, wiki. Moodle, ecc.
Attori
Docenti con un ruolo di progettazione e di tutoraggio, studenti.
Valore aggiunto
I percorsi didattici di matrice collaborativa, supportati dalle Tecnologie di Rete, benché possano richiedere un cambiamento di prospettiva metodologica, favoriscono una partecipazione attiva e una responsabilizzazione di tutti gli attori coinvolti.
Scenario 4: la personalizzazione dell’apprendimento
Obiettivi
Favorire lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali attraverso l’uso delle ICT e delle TD (Tecnologie Didattiche)
Attività
Diversificate in relazione ai bisogni educativo-didattici dello studente in ID
Strumenti
Uso del WEB e dei suoi applicativi (YouTube, GoogleMaps…), software didattici, Apps ecc.
Attori
Studente ospedalizzato, docente di sostegno, compagni di classe.
Valore aggiunto
L’uso delle Tecnologie Didattiche, oltre a stimolare e rendere efficace l’apprendimento disciplinare, per le sue caratteristiche intrinseche agisce fortemente sul piano motivazionale, dimensione che non va mai trascurata e che diventa più saliente in condizioni di difficoltà.

4. Esperienze di istruzione domiciliare I
Scuola Primaria
Finalità educative:
Acquisire conoscenze strumentali, sviluppare capacità socio-relazionali, sviluppare capacità di gestire le emozioni.
Strategie didattiche prevalenti:
Gruppo collaborativo/cooperativo (organizzato), apprendimento supportato dal docente.
Risorse Tecnologiche
Sistema di audio-conferenza su Internet.
Esperienza
Adriana ha la leucemia, è un'alunna forte e combattiva. Affronta le terapie con coraggio e tenacia. E’, però, chiusa e silenziosa, soprattutto con le persone che non appartengono alla sua famiglia (intesa come genitori e sorella). Grazie all'istruzione domiciliare, ho visto Adriana "aprirsi", mostrare tutto il suo desiderio di apprendere, di continuare a farlo, superando le interruzioni che la malattia le ha imposto. Svolgere le lezioni, fare i compiti, avere del quaderni ordinati, partecipare a tutte le iniziative della classe (anche se a distanza) hanno restituito il sorriso e la forza di non mollare.
Finalità principale è stata quella di mantenere il più stretto rapporto possibile tra con il suo "mondo scolastico", permettendole di seguire regolarmente le lezioni; questo ha facilitato i contatti relazionali-sociaIi-affettivi con insegnanti e compagni (attraverso lettere, fotografie, scambio di quaderni, visite...) Grazie aII‘ID Adriana ha potuto concludere la classe terza, raggiungendo ottimi risultati. Due sono stati, a mio avviso, i punti forti dell'esperienza: la professionalità (non solo medica, ma anche organizzativa e di supporto informativo e psicologico alla famiglia e alla scuola) dei medici dell'Ospedale San Gerardo di Monza; il fatto che abbia potuto io (che sono l'insegnante di classe di Adriana) svolgere le lezioni di ID. Ciò ha agevolato sia l'organizzazione, sia lo svolgimento di tutte le fasi del progetto. Il rientro a scuola di Adriana, a ottobre dell'anno successivo, è avvenuto in modo graduale e sereno, grazie alla collaborazione di tutti (insegnanti, alunni e genitori).

5. Esperienze di istruzione domiciliare II
Scuola Secondaria di Primo Grado
Finalità educative:
Sviluppare capacità socio-relazionali, acquisire saperi disciplinari.
Strategie didattiche prevalenti:
Erogativa e collaborativa mirata ad un apprendimento basato sull’interazione con compagni di classe (contesto formale).
Risorse Tecnologiche:
Aula virtuale sincrona con condivisione di video/video-conferenza su Internet.
Esperienza
Marta è stata obbligata, a causa di una grave malattia, a restare a casa per un intero quadrimestre. Tali assenze, così prolungate, avrebbero potuto compromettere sicuramente il buon esito dell'anno scolastico, con gravi ripercussioni anche sulla sua salute psicologica in quanto si sentiva fortemente emarginata. La necessità di risolvere il problema e la possibilità di usufruire di materiali un tempo indisponibili, hanno indotto a percorrere una strada diversa che facesse uso delle nuove tecnologie e a seguire una metodologia didattica in cui fosse dato grande valore alla creatività e alla cooperazione degli studenti. La creazione di un'aula virtuale da utilizzare in parallelo all’aula reale è stata l'idea vincente per avvicinare tutti gli studenti (Marta compresa) e il docente in un'attività di apprendimento significativo, motivato e coinvolgente.
L'aula virtuale si è rivelata uno strumento in grado di permettere agli studenti di salvare i loro elaborati direttamente nel web, di accedere ai documenti in qualsiasi momento sia da casa sia da scuola, di discutere tra loro, di avere una posizione comune dove inserire le attività da svolgere e svolte. Nello stesso tempo il docente aveva la possibilità di vedere il lavoro sviluppato dagli studenti e di suggerire le modifiche da apportare. In definitiva, l'aula virtuale si è dimostrata un modo semplice per collaborare ad uno stesso progetto da parte di studenti e docente. La finalità dell'esperienza di far sentire Marta in classe, facente parte ancora di un gruppo, nonostante la sua permanenza forzata a casa, è stata raggiunta.
6. Esperienze di istruzione domiciliare III
Scuola Secondaria di II Grado
Finalità educative:
Prevenire l’abbandono scolastico, mantenere rapporti effettivi con l’ambiente di provenienza.
Strategie didattiche prevalenti:
Apprendimento supportato dal docente, dal mentore o da un tutor, gruppo collaborativo/ cooperativo (organizzato).
Risorse Tecnologiche:
Applicativi utilizzabili su web, strumenti web 2.0.
Esperienza
Le lezioni sono state caratterizzate da una didattica breve e laboratoriale per ogni disciplina, soprattutto materie scritte, ma più spesso da una didattica per progetti [acquisire conoscenze e competenze interdisciplinari]. Nei primi mesi sono stati attivati interventi compensativi (prove strutturate) per recuperare i mesi di isolamento, utilizzando la didattica a distanza (materiale di apprendimento guidato e di verifica è stato inviato on-line, e cosi è stata ricevuta la rielaborazione dell’allieva). Strumento privilegiato è stato il computer (Word, PowerPoint e Cmap), che ha agevolato l'apprendimento e reso più semplice anche l'esecuzione dei compiti da parte dell'allieva.
La studentessa ha attenuato il disagio iniziale e recuperato il pericolo di abbandono scolastico. Si è riappropriata delle proprie potenzialità e ha acquisito un metodo di lavoro agile per un apprendimento dei contenuti essenziali e delle competenze minime. È rimasta sempre integrata nei progetti didattici della classe.
Ha fruito e collaborato nella costruzione dl PowerPoint, mappe, questionari, test di completamento elaborati dai compagni; ha curato lei stessa (a distanza) parte del lavoro ed elaborato sintesi o ricercato materiale scolastico.
7. L'integrazione delle tecnologie didattiche
Benché sia evidente come le tecnologie didattiche possano supportare il docente in ID nel rendere più motivante e più attivo il processo di apprendimento da parte dello studente, il loro uso è ancora piuttosto limitato.
Sono ancora molti i docenti che, nonostante competenti dal punto di vista tecnologico, non si sentono sicuri di utilizzare le tecnologie didattiche nella loro professione e non sanno come usarle.
Le tecnologie sono presenti nella quotidianità scolastica come strumenti di “retroscena”, vengono spesso utilizzate per preparare le lezioni, per informarsi, per scrivere testi o preparare materiali che poi vengono usati in modalità cartacea.
Il perché di questo divario è oggetto di diverse riflessioni e sembra imputabile principalmente a due ordini di fattori esterni ed interni.
Tra i fattori esterni vengono identificati una serie di ostacoli a cui solitamente i docenti fanno appello in relazione all’integrazione delle tecnologie nella loro pratica professionale: la carenza di tempo per la formazione, la scarsa presenza di risorse tecnologiche e di supporto tecnico.
Tra i fattori interni vengono annoverate le credenze degli insegnanti, che a loro volta paiono derivare da esperienze e caratteristiche personali del docente, quali la personalità, l’autoefficacia, il concetto di sé, l'autostima, la motivazione, i bisogni, le aspettative dei risultati, l’interesse e la disponibilità al cambiamento.
L’apertura a esperienze innovative che si avvalgono del supporto delle tecnologie didattiche per potenziare il processo di insegnamento-apprendimento dipende inoltre da altre caratteristiche individuali come il genere, l’età, l’esperienza pregressa nell’uso del computer, l’area di insegnamento e la formazione.
E’ indubbio che il potenziale delle tecnologie didattiche non può essere ottimizzato se non vi è un cambiamento di paradigma nell’apprendimento-insegnamento. Per agevolare tale cambiamento, i docenti non solo dovrebbero capire quale sia il ruolo potenziale della tecnologia nella didattica, ma anche diventare agenti efficaci per essere in grado di fare uso della tecnologia nella propria pratica professionale.
Il processo di integrazione delle tecnologie didattiche nella pratica quotidiana è un'operazione alquanto complessa, soprattutto in quei contesti in cui la tecnologia rappresenta un elemento di innovazione. L’integrazione richiede, infatti, un considerevole sforzo da parte dei docenti nell'apprendere nuove competenze – anche se è verosimile che le tecnologie didattiche sono progressivamente sempre più presenti – e la tolleranza alla frustrazione legata ai primi, inevitabili insuccessi ed insoddisfazioni per il dover riorganizzare il proprio stile didattico. In questa fase
L’apertura a esperienze innovative che si avvalgono del supporto delle tecnologie didattiche per potenziare il processo di insegnamento-apprendimento dipende inoltre da altre caratteristiche individuali come il genere, l’età, l’esperienza pregressa nell’uso del computer, l’area di insegnamento e la formazione.
E’ indubbio che il potenziale delle tecnologie didattiche non può essere ottimizzato se non vi è un cambiamento di paradigma nell’apprendimento-insegnamento. Per agevolare tale cambiamento, i docenti non solo dovrebbero capire quale sia il ruolo potenziale della tecnologia nella didattica, ma anche diventare agenti efficaci per essere in grado di fare uso della tecnologia nella propria pratica professionale.
Il processo di integrazione delle tecnologie didattiche nella pratica quotidiana è un'operazione alquanto complessa, soprattutto in quei contesti in cui la tecnologia rappresenta un elemento di innovazione. L’integrazione richiede, infatti, un considerevole sforzo da parte dei docenti nell'apprendere nuove competenze – anche se è verosimile che le tecnologie didattiche sono progressivamente sempre più presenti – e la tolleranza alla frustrazione legata ai primi, inevitabili insuccessi ed insoddisfazioni per il dover riorganizzare il proprio stile didattico. In questa fase, l'interesse, l'auto-efficacia e le aspettative sui risultati giocano un ruolo centrale per il buon esito del processo di integrazione.

7.1. Bibliografia
J.S. Bruner, J. S. (1997). La cultura dell'educazione, Feltrinelli, Milano
Vygotskij, L. S. (1986). Pensiero e linguaggio, Giunti Barbera, Firenze
Jonassen, D.H. (1994). Thinking technology, toward a constructivistic design model. Educational Technology 34(3), pp. 4-37
7.2. Credits
Vincenza Benigno, Ricercatrice ITD-CNR