Libro: APPRENDIMENTO CENTRATO SULLA CONDIVISIONE DI RISORSE E SUL CONFRONTO

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Corso: LE TECNOLOGIE A SUPPORTO DELLA DIDATTICA IN ISTRUZIONE DOMICILIARE
Libro: Libro: APPRENDIMENTO CENTRATO SULLA CONDIVISIONE DI RISORSE E SUL CONFRONTO
Stampato da: Utente ospite
Data: sabato, 4 aprile 2026, 20:17

Descrizione

 

Nella galassia degli ambienti web 2.0 e dei social media che possono mediare o supportare i processi di apprendimento e di insegnamento, ci sono diversi strumenti online centrati sulla condivisione di risorse di vario tipo (dai link a pagine web, alle immagini, dai video alle letture), già disponibili sul web o caricate dagli studenti stessi.
Attorno a queste risorse si costituiscono e si sviluppano gruppi di interesse che, oltre a condividerle, le classificano, le valutano, le discutono e le commentano.
I gruppi possono essere circoscritti e selezionati dai partecipanti o aperti al confronto con tutta la comunità sul web.

1. Risorse per il Social Reading

Definizione

Nell’era digitale evolvono anche le pratiche del social reading, per cui i classici gruppi di lettura si ritrovano in rete sperimentando nuove opportunità per apportare il proprio contributo alla riflessione su un libro e per confrontarsi con altre persone.

Gli ambienti di social reading possono essere di due tipi (Stein, 2013): 

  1. ambienti di “social reviewing” in cui le discussioni su letture specifiche, anche cartacee, si svolgono in asincrono all’interno di appositi spazi (forum o social network) riservati ai gruppi di discussione (ad esempio aNobii, Goodreads, Zazie, oppure Biblionasium per i bambini dai 6 ai 13 anni); 
  2. ambienti in cui la discussione si svolge all’“interno” del libro di stesso, scrivendo annotazioni a margine visualizzabili da tutti partecipanti ad una discussione su quel testo, che a loro volta possono contribuire aggiungendo, sempre a margine, i propri commenti.

 Nel primo tipo di ambienti, dunque, il testo è “fisicamente” separato dal luogo di discussione, mentre, nella seconda categoria di strumenti per il social reading, la discussione si integra al testo, arricchendolo e trasformando ogni lettore in un potenziale interlocutore che partecipa, rielabora e reinterpreta all’infinito quel testo, dialogando con altri interlocutori.

Strategie di impiego didattico

Le opportunità didattiche insite nell’uso di ambienti di social reading sono molteplici.

Secondo Maragliano (2014), una didattica che abbraccia la pratica del social reading, non può che riqualificarsi in quanto implica trasformazioni di rilievo per i “soggetti, oggetti e contesti di studio” coinvolti. 

Gli studenti possono, innanzitutto, condividere le proprie recensioni e confrontarsi con altri studenti in tutto il mondo o soltanto con i propri compagni, partecipare a gruppi di lettura già costituiti o crearne e gestirne di propri.

Inoltre, impiegando ambienti come Anobii, si può ricostruire uno scaffale virtuale della biblioteca di classe o della scuola e innovare l’attività periodica di redazione individuale della scheda del libro, percepita dai più come noiosa, creando gruppi di discussione e di recensione delle letture in corso o appena concluse.

La valenza di attività basate sul social reading, dal punto di vista delle ricadute sull’apprendimento, è notevole se si considera che gli studenti possono scoprire, recuperare, coltivare il piacere della lettura, sviluppare il pensiero critico e imparare a scrivere recensioni.



2. Risorse per il Social Bookmarking

Definizione

Gli ambienti basati sul social bookmarking consentono agli utenti di organizzare elenchi di segnalibri (bookmark) da gestire e condividere con una rete personale di contatti. Possono essere considerati bookmark gli stessi link a siti e a pagine web che si è soliti inserire nella cartella Preferiti del browser, quando ci si imbatte in qualche sito interessante. Tuttavia, a differenza di quanto avviene con la cartella preferiti, l'ambiente di social bookmarking è indipendente dal computer che si sta usando ed è accessibile da qualunque dispositivo con connessione ad internet. 

Ulteriori caratteristiche di questi ambienti consistono nella possibilità di organizzare i segnalibri in modo reticolare anziché gerarchico, ossia per parole chiave o tag, oltreché di poter condividere le raccolte di segnalibri con altri utenti.

I più diffusi ambienti di social bookmarking sono Delicious, Digg, Stumbleupon e Reddit; a questi ambienti più tradizionali si sono affiancate altre risorse, come Tumblr, Scoop it!, Pinterest, Paper li, Storify e Flipboard, dedicate alla content curation, ossia alla “cura dei contenuti”. 

Se gli ambienti di social bookmarking più tradizionali sono adatti per organizzare raccolte di link ad uso principalmente personale, che non richiedono l’adozione di particolari criteri per la catalogazione dei siti preferiti (se non quella per tag), i servizi di content curation sono predisposti per la selezione e classificazione di risorse: il curatore tende a non riservare a sé quegli spazi; piuttosto, li rivolge principalmente alle persone che li frequentano o con le quali vuole condividere contenuti disponibili sul web su particolari tematiche. Gli ambienti di content curation, infatti, non raccolgono semplici link, ma sono organizzati in sezioni le cui risorse sono rese visibili secondo precisi criteri e valorizzate attraverso l’aggiunta di commenti, l’inserimento in un contesto definito e il collegamento con altre risorse. 

Strategie di impiego didattico

Gli ambienti di social bookmarking sono strumenti molto efficaci per i docenti per selezionare e organizzare link a risorse web destinate ai propri studenti, nonché per strutturare risorse utili per la propria formazione professionale, da condividere anche con i colleghi della propria scuola o con community di insegnanti sul web.

Gli studenti possono utilizzare questi ambienti nell'ambito di attività guidate di ricerca in rete (ad esempio le caccie in rete o le webquest). Gli ambienti possono essere predisposti dagli insegnanti, ma anche gli stessi studenti possono creare spazi personali e di gruppo per imparare a selezionare criticamente e a classificare le risorse web, seguendo il metodo indicato dall’insegnante. In particolare, appare efficace dal punto di vista didattico l'uso di bacheche (board) di gruppo.

Pappas (2013) suggerisce alcune interessanti strategie per utilizzare un ambiente di social bookmarking - in modo particolare Pinterest - con gli studenti:

  1. Assegnazione di bacheche di ricerca: un argomento di ricerca può essere reso più interessante se si incaricano gli studenti di creare, individualmente o in gruppo, una bacheca dedicata in cui inserire immagini, link a video e articoli appropriati;
  2. Ricerca su personaggio storico o corrente: incaricare gli studenti di creare delle bacheche su un personaggio specifico, storico o attuale, inserendo in una bacheca personale citazioni, fotografie e altre notizie che lo riguardano; nel mentre, gli studenti seguiranno le bacheche dei compagni richiamando i loro pin;
  3. Creazione di una galleria d’arte: gli studenti possono creare bacheche in cui inserire i capolavori artistici da loro favoriti e commentare reciprocamente le gallerie create;
  4. Progetti di gruppo: gli studenti possono usare bacheche di gruppo per collaborare sui progetti assegnati.



3. Risorse per il Media Sharing

Definizione

Gli ambienti di Media Sharing concernono principalmente la condivisione di immagini e di video, che possono essere già presenti sul web o direttamente caricati dagli utenti. I più noti servizi di media sharing per le immagini sono Flickr e Picasa, quelli per i video sono Youtube, Vimeo, teachertube e SchoolTube, mentre Educlipper è predisposto per la condivisione sia di immagini che di video. Esistono poi servizi altrettanto diffusi per la condivisione di media di altri tipi, quali documenti (Scribd) e slide (Slideshare). Questi ambienti integrano funzioni di social networking, per cui gli utenti possono condividere con i propri contatti o rendere pubbliche le risorse caricate o salvate dal web, nonché commentarle.

Le caratteristiche degli ambienti per il media sharing suggeriscono numerose possibili applicazioni nella didattica.

I servizi per il video sharing come quelli di youtube possono essere usati per:

  1. Consultazione: gli insegnanti possono attingere ad un bacino ampi o di filmati, organizzati in playlist, da mostrare agli studenti, per innescare una discussione o per altre attività didattiche (Dunn, 2011). Il servizio YouTube Edu, in paticolare, mette a disposizione delle scuole video educativi organizzati per livello scolare e per disciplina, prevedendo un meccanismo di accesso controllato che evita che contenuti non adatti possano essere visti dagli studenti.
  2. Creazione e gestione di canali personali o di classe: i docenti possono caricare filmati con le proprie lezioni, o riguardanti attività svolte con i propri studenti (Wiedmaier et al., 2013).
  3. Creazione di raccolte organizzate di video: gli studenti, individualmente o in gruppo, possono creare e condividere playlist di video organizzati attorno ad un argomento, per approfondirlo o per realizzare un lavoro collaborativo.

Strategie di impiego didattico

I servizi di media sharing per le immagini si prestano ad altrettante e diversificate strategie di utilizzo didattico:

  1. la realizzazione di un diario di viaggio, ossia la documentazione di un soggiorno studio o di una visita d'istruzione attraverso raccolte di immagini e fotografie corredate di brevi didascalie;
  2. la documentazione di un'esperienza di gemellaggio tra le classi di due nazionalità diverse, attraverso lo scambio e la condivisione di foto dei luoghi di provenienza accompagnate da informazioni fornite nelle due lingue;
  3. la schedatura, ossia la raccolta e la classificazione di immagini (ad esempio di risorse naturali) e di condivisione delle stesse, corredate di un testo esplicativo, per apprendere i rudimenti del metodo sperimentale;
  4. la ricostruzione dell'identità personale degli studenti, soprattutto quelli della primaria, attraverso riproduzioni della propria immagine (foto e disegni) accompagnate da didascalie;
  5. la composizione di Haiku, brevi testi in versi a commento di immagini e foto.



3.1. Biblio/linko-grafia

Dunn, J. (2011). The Teacher’s Guide To Using YouTube In The Classroom. http://www.edudemic.com/youtube-in-classroom/ 

Maragliano, R. (2014). Il social reading nell’educazione. Senid 2014 - 3º Seminário Nacional de Inclusão. http://ltaonline.wordpress.com/2014/05/06/un-futuro-per-il-social-reading/

Pappas, C. (2013). The Pinterest Guide for Teachers. Elearning Industry. http://elearningindustry.com/the-pinterest-guide-for-teachers

Stein, B. (2013). A taxonomy of social reading. http://futureofthebook.org/social-reading/

Wiedmaier, C., Whittingham, J., Rickman, W., Huffman, S. (2013). Technological Tools for the Literacy Classroom. IGI Global.


3.2. Credits

Manuela Repetto, ricercatrice INDIRE