1. La dimensione sociale nel contesto educativo

1.1. L’apprendimento e il contesto sociale

Bruner (1997) considera l’apprendimento come un processo interattivo in cui le persone imparano l’una dall’altra, cioè come un processo complesso che passa attraverso una costante e intensa interazione con l’ambiente culturale, sociale, fisico in cui il soggetto si trova. 

Secondo quest’ottica un percorso educativo dovrebbe far interagire gli attori dell’apprendimento nella cosiddetta zona di sviluppo prossimale, identificata come la distanza tra il livello di sviluppo attuale, definito dal tipo di abilità mostrata da un soggetto che affronta individualmente un compito, e il livello di sviluppo di cui il soggetto dà prova quando è impegnato in un compito ma con il supporto di un adulto o di un pari più abile (Vygotskij, 1986).

Anche Jonassen (1994) suggerisce una serie di raccomandazioni per creare e promuovere lo sviluppo di nuove conoscenze e competenze all’interno di un ambiente di apprendimento:

  1. dare enfasi alla costruzione della conoscenza e non alla sua riproduzione;
  2. evitare eccessive semplificazioni nel rappresentare la complessità delle situazioni reali;
  3. presentare compiti autentici (contestualizzare piuttosto che astrarre);
  4. offrire ambienti di apprendimento derivati dal mondo reale, basati su casi, piuttosto che sequenze istruttive predeterminate;
  5. offrire rappresentazioni multiple della realtà;
  6. favorire la riflessione e il ragionamento;
  7. permettere costruzioni di conoscenze dipendenti dal contesto e dal contenuto;
  8. favorire la costruzione cooperativa della conoscenza, attraverso la collaborazione con altri.

Nel contesto della scuola ospedaliera è intuibile come la dimensione sociale e relazionale dello studente ospedalizzato subisca dei cambiamenti notevoli.

La priorità assoluta è sicuramente il recupero del benessere psico-fisico, quindi capita sovente che il docente per questioni legate alla malattia, alle cure e

agli effetti che queste hanno sulla dimensione cognitiva dello studente, privilegi la lezione individuale.

Nonostante ciò è opportuno che il docente ospedaliero attivi e favorisca in qualche modo la dimensione socio-relazionale allargata anche al contesto della classe di provenienza, laddove sia possibile.