Libro: APPRENDIMENTO CENTRATO SULLA CONDIVISIONE DI RISORSE E SUL CONFRONTO
Nella galassia degli ambienti web
2.0 e dei social media che possono mediare o supportare i processi di
apprendimento e di insegnamento, ci sono diversi strumenti online centrati
sulla condivisione di risorse di vario tipo (dai link a pagine web, alle immagini,
dai video alle letture), già disponibili sul web o caricate dagli studenti
stessi.
Attorno a queste risorse si costituiscono e si sviluppano gruppi di
interesse che, oltre a condividerle, le classificano, le valutano, le discutono
e le commentano.
I gruppi possono essere circoscritti e selezionati dai
partecipanti o aperti al confronto con tutta la comunità sul web.
3. Risorse per il Media Sharing
Definizione
Gli ambienti di Media Sharing concernono principalmente la condivisione di immagini e di video, che possono essere già presenti sul web o direttamente caricati dagli utenti. I più noti servizi di media sharing per le immagini sono Flickr e Picasa, quelli per i video sono Youtube, Vimeo, teachertube e SchoolTube, mentre Educlipper è predisposto per la condivisione sia di immagini che di video. Esistono poi servizi altrettanto diffusi per la condivisione di media di altri tipi, quali documenti (Scribd) e slide (Slideshare). Questi ambienti integrano funzioni di social networking, per cui gli utenti possono condividere con i propri contatti o rendere pubbliche le risorse caricate o salvate dal web, nonché commentarle.
Le caratteristiche degli ambienti per il media sharing suggeriscono numerose possibili applicazioni nella didattica.
I servizi per il video sharing come quelli di youtube possono essere usati per:
- Consultazione: gli insegnanti possono attingere ad un bacino ampi o di filmati, organizzati in playlist, da mostrare agli studenti, per innescare una discussione o per altre attività didattiche (Dunn, 2011). Il servizio YouTube Edu, in paticolare, mette a disposizione delle scuole video educativi organizzati per livello scolare e per disciplina, prevedendo un meccanismo di accesso controllato che evita che contenuti non adatti possano essere visti dagli studenti.
- Creazione e gestione di canali personali o di classe: i docenti possono caricare filmati con le proprie lezioni, o riguardanti attività svolte con i propri studenti (Wiedmaier et al., 2013).
- Creazione di raccolte organizzate di video: gli studenti, individualmente o in gruppo, possono creare e condividere playlist di video organizzati attorno ad un argomento, per approfondirlo o per realizzare un lavoro collaborativo.
Strategie di impiego didattico
I servizi di media sharing per le immagini si prestano ad altrettante e diversificate strategie di utilizzo didattico:
- la realizzazione di un diario di viaggio, ossia la documentazione di un soggiorno studio o di una visita d'istruzione attraverso raccolte di immagini e fotografie corredate di brevi didascalie;
- la documentazione di un'esperienza di gemellaggio tra le classi di due nazionalità diverse, attraverso lo scambio e la condivisione di foto dei luoghi di provenienza accompagnate da informazioni fornite nelle due lingue;
- la schedatura, ossia la raccolta e la classificazione di immagini (ad esempio di risorse naturali) e di condivisione delle stesse, corredate di un testo esplicativo, per apprendere i rudimenti del metodo sperimentale;
- la ricostruzione dell'identità personale degli studenti, soprattutto quelli della primaria, attraverso riproduzioni della propria immagine (foto e disegni) accompagnate da didascalie;
- la composizione di Haiku, brevi testi in versi a commento di immagini e foto.
