2. La scuola in rete

La scuola in ospedale, per la sua peculiare tipologia e per il suo rivolgersi ad alunni e studenti con una particolare sensibilità e fragilità,  discendenti dal loro stato di salute, necessita di una spiccata professionalità da parte degli operatori scolastici e di un forte coordinamento tra Istituzioni e Soggetti coinvolti. È rilevante a tal proposito il ruolo degli Uffici Scolastici Regionali, sia al fine di diffondere nel territorio un'opportuna informativa sulla esistenza e organizzazione della scuola in ospedale e del servizio domiciliare, sia al fine di promuovere e sostenere la costituzione di una rete efficace ed integrata che si faccia carico di rispondere ai bisogni specifici dell'utenza. Una rete efficace deve avere al centro la persona e partire dai suoi bisogni reali, assicurando una serie di interventi idonei a mantenere il collegamento con il mondo esterno e, in primo luogo, con la scuola e i compagni di provenienza (CM. Prot. N. 4308/AO del 15 ottobre 2004).

Un intervento educativo coerente ed efficace è possibile, infatti,  se c’è informazione e raccordo tra la scuola di provenienza e la sezione ospedaliera, al fine di realizzare un percorso formativo in linea con la programmazione delle classe e con la specifica situazione dell’alunno e di garantire la prosecuzione della maturazione del soggetto, anche se mirata al raggiungimento di obiettivi minimi di apprendimento e alla limitazione dei disagi provocati dalla prolungata assenza (CM. N. 24 prot. 2796 del 25 marzo 2011).

Questo richiede la costruzione di modelli di rete integrata, a supporto dello studente, delle famiglie e degli operatori scolastici e sanitari per la costruzione di "un'alleanza terapeutica", cioè di una rete efficace di strutture e servizi, di una collaborazione di forze diverse che affiancano la famiglia: operatori volontari, operatori professionali, personale sanitario, docenti, che agiscono in una logica coordinata e unitaria al fine di soddisfare due dei principali diritti della persona: il diritto alla salute e il diritto all'istruzione (CM. Prot. N. 4308/AO del 15 ottobre 2004).

La rete, a cui ci riferiamo, è una rete reale, non formale, ove le istituzioni e i soggetti interagiscono positivamente per sostenere il successo formativo di ogni giovane.
La scuola, le famiglie, le istituzioni locali devono impegnarsi insieme per costruire "reti collaborative" per lo sviluppo di ambienti "a misura di ragazzo", dove egli possa crescere ed orientarsi in autonomia, sicurezza e consapevolezza (CM. Prot. N. 4308/AO del 15 ottobre 2004).

Tuttavia, l'impegno dell'Amministrazione e della scuola  da sole non sono  sufficienti; anche in questi casi, c'è necessità di attivare una "rete territoriale" di solidarietà.

Lavoro di rete, infatti, significa lavoro in sinergia dei diversi Soggetti competenti e responsabili delle politiche di diritto allo studio, che condividono obiettivi e strategie comuni, pur nel riconoscimento della specificità di ruoli e competenze (C.M. n. 87 del 27 ottobre 2008). Rispetto al minore in formazione e all’obiettivo di  come rendere efficace il suo diritto a crescere, formarsi e realizzarsi, diverse sono le Istituzioni con responsabilità e competenze in merito: operatori della scuola e operatori sanitari, enti locali, famiglia, studenti, operatori del sociale, etc… uniti nel condividere strategie, strumenti, procedure, progetti, azioni e formazione. Questo al fine di offrire risposta adeguata ed efficace al bisogno del minore in formazione. […](CM. n. 60 del 16 luglio 2012). La rete, che si va a definire nel territorio a sostegno del minore malato,  deve essere reale, concreta, visibile e facilmente riconoscibile all’esterno e ciascun partner deve contribuire al buon esito di quanto progettato nell’ambito delle proprie competenze, pur mantenendo la sua identità di ruolo e funzione.