Libro: ASPETTI METODOLOGICI
Progettare l’attività didattica in ospedale implica tenere in considerazione una molteplicità di aspetti, a cui solitamente un docente pone particolare attenzione, ma che nel contesto specifico sono ulteriormente gravati dalle condizioni dell’ospedalizzazione.
Così diventa più pregnante l’età dello studente e di specifici bisogni educativi.
Cosi come importante risulta l’atteggiamento del docente nella progettazione e conduzione dell’intervento didattico.
3. Possibili approcci metodologici
3.1. Laboratorio cooperativo
La didattica laboratoriale rappresenta un vero e proprio mezzo utile per far acquisire abilità specifiche, coinvolgere in modo attivo gli alunni, costruire un metodo e mantenere relazioni con le più diverse realtà dentro e fuori l'ospedale.
Motivare gli adolescenti allo studio e alla cooperazione è compito difficile, tanto più se ricoverati in ospedale. Eppure una valida progettazione didattica capace di sfruttare anche le potenzialità comunicative delle tecnologie può essere un efficace strumento di crescita culturale e personale. E contribuire a superare l’isolamento.
Il laboratorio cooperativo in ospedale può coinvolgere più studenti ricoverati (anche in modalità asincrona e anche di differenti età e livelli scolari) e può essere esteso, ad esempio, alla classe di appartenenza o ad altri soggetti.
Il compito proposto dal docente dovrà essere un compito reale, privo di soluzioni già date, che abbia una rilevanza anche fuori dalla comunità scolastica che lo realizza (ad esempio condurre un'inchiesta, indagare un problema scientifico o storico, creare una presentazione, un giornalino a tema, un prodotto audiovisivo, sviluppare un argomento di attualità).
Le tecnologie potranno supportare il dialogo a distanza (mail, skype, chat, forum) e consentire spazi e tempi di lavoro rispettosi delle situazioni individuali.
Evidentemente non basta un PC e una webcam per uscire dall’isolamento: è necessaria la presenza esperta del docente che fornisca un piano di attività e accompagni e supervisioni il percorso affinché ogni soggetto, a seconda dell'età, delle condizioni fisiche e psicologiche sia messo nelle condizioni di dare il proprio personale contributo.
In questo modo, il laboratorio cooperativo diviene un modello inclusivo efficace, capace di superare il dilemma del: “Come possiamo agire per non far sentire escluso questo studente”. L'orizzonte didattico, infatti, si allarga oltre il rapporto lineare uno a uno (studente ospedalizzato/docente) o uno a molti (alunno ospedalizzato/classe) ponendo lo studente all'interno di un’interazione reticolare dinamica dove a ciascuno è data l’opportunità di scegliere quale “nodo” occupare. Tutti sono coinvolti allo stesso titolo in un progetto dove gli obiettivi sono indifferenti alla condizione di salute/malattia e il fine non è quello di “integrare qualcuno” ma di armonizzare le differenti voci, di offrire visioni complementari che, completandosi a vicenda, danno a tutti i soggetti coinvolti (docenti compresi) il senso all'esperienza educativa e didattica che si sta vivendo.
