Libro: APPRENDIMENTO BASATO SULLA FRUIZIONE INDIVIDUALE DI RISORSE ESISTENTI
Il web pullula di risorse già
esistenti e utilizzabili per una didattica calibra, nonostante alcune di esse
siano state create per scopi differenti.
Fra queste
risorse si annoverano i software didattici, le app per il mobile learning, le Risorse Educative Aperte
(OER), gli ebook, i giochi didattici e i mondi
virtuali.
I confini tra le differenti risorse sono labili, focalizzando
l’attenzione sui caratteri distintivi, tuttavia, siamo giunti a questa
distinzione che ci sembra la più appropriata.
3. Le OER
Definizione
Le OER (Open Educational Resources) sono risorse digitali di dominio pubblico o comunque disponibili con un copyright «aperto», utilizzabili per finalità didattiche.
Risorse di questo tipo utilizzano una licenza libera o di tipo «creative commons», nel senso che esse sono svincolate dalle restrizioni che caratterizzano un comune copyright. Alla base di quello che ormai costituisce un vero e proprio movimento, vi è l’idea che la conoscenza debba essere considerata un bene pubblico, da condividere con chiunque, e che Internet fornisca un’opportunità unica per promuovere la diffusione della conoscenza attraverso la condivisione e l’utilizzo di risorse open.
L’UNESCO (2002) attribuisce alle OER un nuovo modello di condivisione alla base del quale le risorse didattiche ed educative sono, grazie alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, rese disponibili apertamente alla comunità di utenti per una loro consultazione, il loro impiego e riutilizzo per scopi non commerciali.
Secondo la dichiarazione di Parigi dell’UNESCO del 2012, la promozione e l’uso delle OER in tutti i livelli scolari, in
contesti sia formali che informali, può contribuire all’inclusione sociale e all’equità di genere, migliorando anche la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento e riducendone al contempo i costi.
Ma che cosa si intende per risorsa «aperta» (open)?
Wiley (2010) definisce open qualsiasi risorsa disponibile gratuitamente e contraddistinta da quattro tipologie di permessi o licenze d’uso che lui chiama le «4R»:
- Riuso: il diritto di riutilizzare il contenuto nella sua forma originale, senza apportare alterazioni;
- Revisione: il diritto di riadattare o modificare i contenuti originali di una risorsa (ad esempio traducendoli in un’altra lingua);
- Remixare: il diritto di combinare la risorsa originale o già modificata con altro contenuto per creare qualcosa di nuovo (ad esempio incorporando dei contenuti attraverso un mashup);
- Ridistribuire: il diritto di condividere con altre persone copie del contenuto originale o di quello modificato.
Ogni risorsa didattica «open», dunque, è solitamente dotata di una licenza di tipo «Creative Commons», che tramite una sorta di etichetta riporta tre proprietà: l’attribuzione (BY), attraverso la quale si attribuisce la paternità a chi ha creato la risorsa in questione; la sharealike (SA), relativa alla possibilità di ridistribuire la risorsa; la noncommercial (NC), che vieta l’uso della risorsa a fini commerciali.
Strategie di impiego didattico
Le OER possono essere recuperate singolarmente o in forma aggregata da dei database online (Wiley et al, 2014) o tramite i principali motori di ricerca. Possono essere considerati esempi di risorsa aggregata un libro digitale o l’ebook, formati da testo e immagini. Secondo la logica delle OER, infatti, il libro open può essere scaricato e utilizzato nella sua interezza, oppure i singoli testi o le immagini che lo compongono possono essere estrapolati e ricombinati in modo diverso, eventualmente aggiungendo contenuti originali e creando, in questo modo, una nuova OER che può riconfluire negli appositi database.
Esempi di database conosciuti a cui poter attingere per fornire agli studenti materiali didattici da fruire individualmente, o con il supporto del docente, sono quelli di MERLOT o il sito OER Commons. Oltre a libri, immagini, video, tutoriali, software e a risorse multimediali, possono essere definiti OER anche i corsi online accessibili pubblicamente, come i primissimi corsi del MIT o quelli promossi da altre istituzioni organizzatesi nel consorzio OpenCourseWare.
L’impatto delle OER sul profitto degli studenti è, a tutt’oggi, molto dibattuto. Alcune ricerche (OER Research Hub) dimostrano che le OER riducono i tempi di apprendimento, mentre altri studi non riscontrano effetti rilevanti sulle performance degli studenti.
Per gli insegnanti, un vantaggio innegabile è dato dalla possibilità di poter attingere gratuitamente ad ampi serbatoi di risorse, così come quello di poter condividere con altre persone i propri materiali didattici, con la consapevolezza che questi saranno soggetti ad una valutazione informale da parte della comunità di riferimento.
