Libro: ASPETTI ORGANIZZATIVI
L’Istruzione Domiciliare è diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e la sua
presenza garantisce ai bambini/ragazzi il diritto all’istruzione.
Gli
insegnanti si trovano a operare in una situazione di estrema variabilità,
dovuta, prima di tutto, alle esigenze terapeutiche del bambino/ragazzo, a cui
l’attività di insegnamento va subordinata, e dalla necessità costante di
definire lo spazio-scuola, trovandosi all’interno del domicilio e del nucleo
familiare dello studente che rendono naturalmente atipico sia il luogo sia la
modalità di insegnamento-apprendimento.
3. La relazione del docente con lo studente
La relazione tra bambino/ragazzo e docente, benché assuma connotati e significati diversi a seconda del livello scolare, è centrale per lo sviluppo complessivo degli studenti.
Infatti, durante il primo ciclo, in particolare durante la scuola primaria, il docente è la figura di riferimento stabile e con un ruolo ben definito, una figura che assume connotati diversi man mano che il bambino/ragazzo cresce.
Per un giovane adolescente, la malattia rappresenta un ostacolo al principale compito evolutivo: il conflitto tra la dipendenza e l’autonomia. Lo studente adolescente richiede al docente un riconoscimento non solo relativo alle performance scolastiche, ma anche e soprattutto in relazione alle proprie caratteristiche personali. La relazione educativa-didattica offre, quindi, allo studente adolescente ammalato la possibilità di poter continuare il suo percorso evolutivo.
In ogni caso la relazione docente versus bambino/ragazzo rappresenta per lo studente una risorsa importante per lo sviluppo affettivo e dell’autostima, dimensioni che hanno potenti ripercussioni sugli apprendimenti.
Nel contesto dell’ID molto spesso si instaura una relazione diadica tra il docente e lo studente, per molti aspetti privilegiata, che ha potenziali rischi sul piano emotivo per entrambi.
Lo stato di salute dello studente può suscitare nel docente una serie di reazioni emotive piuttosto coinvolgenti che rischiano di portare su altri piani la relazione.
Il docente deve essere in grado di riconoscere e gestire le sue fatiche personali, ponendo l’attenzione sulla dimensione educativo-didattica non trascurando la preziosità del suo ruolo in un contesto dove il dolore e la paura sono stati emotivi prevalenti.
