Libro: ASPETTI ORGANIZZATIVI
L’Istruzione Domiciliare è diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e la sua
presenza garantisce ai bambini/ragazzi il diritto all’istruzione.
Gli
insegnanti si trovano a operare in una situazione di estrema variabilità,
dovuta, prima di tutto, alle esigenze terapeutiche del bambino/ragazzo, a cui
l’attività di insegnamento va subordinata, e dalla necessità costante di
definire lo spazio-scuola, trovandosi all’interno del domicilio e del nucleo
familiare dello studente che rendono naturalmente atipico sia il luogo sia la
modalità di insegnamento-apprendimento.
4. L'incontro tra docente e famiglia
La scuola intesa anche come sistema educante ha come referente privilegiato la famiglia, con la quale condivide il compito di favorire la crescita armoniosa dei bambini/ragazzi.
L’interazione e la collaborazione tra scuola e famiglia vanno potenziate e ben gestite nel caso di un percorso in ID.
I docenti si relazionano con una famiglia perturbata da un forte evento stressante qual è la malattia del figlio, che richiede molto spesso dei cambiamenti anche strutturali del nucleo familiare. Capita spesso che uno dei due genitori sia costretto ad abbandonare il lavoro per potersi prendere cura del figlio e che la casa presso cui il docente si reca sia una casa di residenza temporanea.
Un docente che gestisce un percorso di ID non può, quindi, disconoscere l'esigenza di coinvolgere le famiglie, mantenendo, però, sempre coscienza del proprio ruolo e della propria professionalità.
Ciò lo aiuta a non farsi travolgere troppo dalle dinamiche familiari evitando così anche il possibile rischio di burnout.
Docenti e genitori devono imparare a costruire nuove modalità relazionali nel rispetto reciproco dei loro ruoli che vanno tutelati per il benessere dei bambini/ragazzi.
E’ fondamentale, nel momento in cui l'insegnante entra in una dinamica familiare, dedicare un tempo adeguato alla narrazione di sé e all'ascolto della presentazione dei membri della famiglia, per capire quali siano le loro ansie, preoccupazioni aspettative.
Al contrario di quanto avviene all'interno di un'aula scolastica, un intervento di ID si basa anche sulla negoziazione tra minore, docente e famiglia in cui ciascuno, anziché radicalizzarsi sul proprio punto di vista, si apre all'altro.
In questo modo si facilita, da una parte, l'integrazione e il coinvolgimento della famiglia nel processo dell’ID e, dall’altra, quella del docente nel processo della quotidianità familiare, in un'ottica di condivisione e collaborazione.
Il docente deve offrire uno spazio per la comunicazione e l’interazione con i genitori dello studente non frequentante.
Le famiglie vanno motivate alla collaborazione e rese consapevoli del loro ruolo attivo nel percorso educativo, in questo caso deve esserci una elevata sinergia che può essere promossa attraverso:
- Il coinvolgimento dei genitori stessi in alcune fasi decisionali del progetto educativo, con l’obiettivo di recuperare, ad esempio, informazioni sullo stato di salute dello studente in ID;
- La proposta di una modalità comunicativa periodica e regolamentata per comprendere le evoluzioni e le difficoltà.
