3. Possibili approcci metodologici

Il gioco

Soprattutto per quanto riguarda gli studenti di scuola dell’infanzia e/o primaria l’attività ludica è un mezzo di comunicazione e di relazione molto importante.  A partire dal gioco l’insegnante spesso riesce ad attingere orientamenti per realizzare percorsi di apprendimento adeguati alle condizioni di salute e il bambino nel contempo trova nel gioco la possibilità di esprimere sentimenti, emozioni, pensieri, potenziando le sue  capacità di pensare e di fare.

Il gioco per lo studente è:

  1. la forma più importante di espressione;
  2. il modo principale con cui conosce il mondo che lo circonda ed entra in contatto con gli altri;
  3. un’attività spontanea;
  4. il mezzo più naturale per esprimere la propria personalità e per lanciare agli altri messaggi;
  5. una fonte di socializzazione;
  6. un luogo sicuro dove si può rimodellare la realtà a proprio piacimento, lasciando libera la fantasia;
  7. un’occasione di apprendimento.
Giocare quindi non è stare alla larga da esperienze difficili o dolorose, ma è il tentativo di oltrepassarle  senza essere sconfitti; è la strada per superare con successo la malattia, riuscendo a “pensare” e “guardare”, senza cadere nell’angoscia; è uno spazio per l’illusione, in cui il bambino può collocare le sue esperienze; è un modo in cui le fantasie trovano espressione e  raffigurazione.

Le attività ludiche ed i corrispondenti obiettivi devono essere via via formulati in relazione ai bisogni individuali dei bambini e devono essere sempre rapportate a criteri di unitarietà, gradualità e coerenza. Tali attività devono inoltre  essere flessibili, aperte ai cambiamenti, alle interruzioni ed alla ripresa.

Se per il bambino malato il gioco può assumere un ruolo prioritario e può divenire un elemento trainante, la stessa cosa non si verifica con gli studenti più grandi. La richiesta di questi ultimi, infatti, è sovente quella di utilizzare il tempo-scuola a disposizione con l’obiettivo di stare “al passo” con la propria classe. Questo non significa che la didattica ludica sia un approccio da sottovalutare nella scuola secondaria di primo e secondo grado: in quelle situazioni dove attenzione e concentrazione diventano più labili anche l'adolescente può trarre notevoli vantaggi da giochi educativi, giochi di simulazione o di ruolo per implementare/rafforzare competenze disciplinari e trasversali.

Attività individuale

Tra i percorsi di apprendimento di tipo individuale, si elencano i seguenti:

Il percorso logico è adatto per trasmettere definizioni e per lezioni di approfondimento con allievi che hanno già analizzato l’argomento.

Percorso logico:

  1. premessa iniziale con spiegazione degli scopi della lezione,
  2. esposizione dei principi generali legati alla teoria,
  3. sviluppo dei singoli punti partendo dai più semplici per arrivare a quelli più difficili,
  4. conclusioni.

Il percorso induttivo è particolarmente adatto per concetti astratti e per argomenti che l’allievo non conosce. Con questo tipo di percorso sono necessari però, tempi di docenza più lunghi a causa della presenza delle prime due fasi che rappresentano un vero e proprio momento di apprendimento/scoperta per gli allievi e banalizzazione del discorso se, per introdurre la teoria, si deve partire da situazioni molto semplici.

Percorso induttivo:

  1. esame di un caso,
  2. riflessioni sul caso,
  3. formalizzazione in uno o più concetti teorici,
  4. conseguenze applicative.

Il percorso per problemi è adatto ad una lezione con un piccolo gruppo perché permette il coinvolgimento di tutti nel discorso.

Molto importanti sono le attività di interazione con la classe di appartenenza: disegni, lettere, schede di compito, ricerche, piccoli oggetti possono essere realizzati e scambiati con i propri compagni che lavorano a scuola. In tal modo l’operatività dell'allievo costretto in ospedale viene ad acquisire un risvolto sociale e diventa significativa non solo per lui, ma per tutta la sua classe.

Percorso per problemi:

  1. inizio con domande significative,
  2. illustrazione del compito evidenziando le teorie che si vogliono presentare,
  3. analisi delle domande fatte all'inizio attraverso lo sviluppo dei concetti,
  4. conclusione con sottolineatura dei punti chiave.