2. L’istruzione domiciliare: finalità

Il servizio d’istruzione domiciliare (ID) è un intervento straordinario e temporaneo, che prelude al rientro dell’alunno nella classe ordinaria, cioè nella “comunità”, ove può proseguire ad imparare, ad apprendere e ad essere. Infatti, come è ben noto, il luogo della formazione per eccellenza è la scuola, anzi la classe, in cui l’apprendimento si realizza in un contesto collettivo.

Il servizio d’istruzione domiciliare garantisce oggi il diritto all’istruzione a una fascia significativa di minori che, a causa di gravi patologie, sono impossibilitati a frequentare la scuola. Tale servizio costituisce una particolare modalità di esercizio del diritto allo studio, che ogni scuola deve saper offrire in caso di richiesta documentata da parte dei genitori, a beneficio e salvaguardia del diritto all’istruzione dello studente e nel rispetto delle prerogative contrattuali dei docenti (CM n. 108 – Prot. 6097/P4 del 5 dicembre 2007).

Si tratta di un servizio che ogni scuola deve offrire all’alunno che, dopo l’ospedalizzazione ne faccia richiesta, e che supporta il ragazzo, sia sul piano psicologico che sul piano cognitivo, contrastando ed ostacolando fenomeni di dispersione scolastica e/o di abbandono (CM. N. 24 Prot. 2796 del 25 marzo 2011).

 Grazie all’impegno istituzionale a sostegno di tale servizio, l’attività scolastica svolta dai docenti  presso il  domicilio dell’alunno, a seguito di approvazione, da parte dell’USR, del progetto predisposto dalla scuola, rappresenta attività scolastica, valida a tutti gli effetti,  anche nel caso in cui essa avvenga a distanza attraverso l’utilizzo delle tecnologie, mediate sempre  dal/i docente/i  (Nota Prot. 2701 del 9 aprile 2010).

Non solo il servizio a domicilio è valido a tutti gli effetti, ma esso contribuisce alla valutazione intermedia e finale, come attestato dal DPR n. 122/2009, purché efficacemente documentato da parte dei docenti coinvolti.

Il servizio di ID consente l’esercizio del “diritto all’istruzione” per minori temporaneamente malati, in situazioni di elevata complessità. Il servizio è parte integrante del “protocollo terapeutico” del minore malato e costituisce una grande opportunità sia sul piano personale, in quanto permette la prosecuzione delle attività di insegnamento e di apprendimento del minore malato, sia sul piano psicologico e della malattia, in quanto sostiene l’autostima e la motivazione del minore malato. 

L’esperienza nel tempo ha anche rafforzato la funzione di sostegno che esso svolge verso la persona, di cui  contribuisce a stimolare il desiderio di vita e l’impegno a combattere la malattia. La scuola rappresenta, perciò, per lo studente ammalato e la sua famiglia l’elemento di equilibrio, di normalità, di sostegno, di coraggio e stimola la voglia di andare oltre (Nota n. 2322 del 9 aprile 2013).