4. Il progetto di ID

Un elemento di primaria importanza nel processo che conduce all'attivazione di un intervento di istruzione domiciliare, indipendentemente dalla condizione di residenza dell'alunno impedito alla frequenza scolastica, è rappresentato dal progetto di istruzione domiciliare, che deve essere perfettamente coerente con i bisogni che l’alunno esprime e rispecchiare la programmazione della sua classe di provenienza.

La  scuola interessata deve elaborare apposito piano di intervento con l'indicazione del numero dei docenti coinvolti, delle discipline interessate e delle ore di lezione previste.

È evidente che si tratta di un intervento educativo, a carattere trasversale e interdisciplinare, a garanzia non solo di uno sviluppo cognitivo ma anche psicologico e sociale.

Fasi del progetto:

Elaborazione del progetto;
Autorizzazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e avvio dell’istruzione domiciliare,
Verifica.


Gli attori coinvolti sono:

Studente a casa e genitori;
Scuola Polo, Scuola con  sezione ospedaliera, Scuola territoriale coinvolta;
MIUR, USR;
Enti Locali;
Eventualmente Associazioni, Fondazioni, Aziende, etc.

Tra questi attori si generano relazioni ben precise atte a promuovere azioni reciproche a garanzia e sostegno del corretto svolgimento dell’intervento di istruzione domiciliare.

E’ opportuno che la scuola di appartenenza o, comunque, la struttura scolastica che mette a disposizione i propri insegnanti, una volta attivato il servizio, promuova incontri tra il personale docente e quello dell’ASL di appartenenza dell’alunno o del suo medico curante o dello stesso specialista ospedaliero per approfondire gli aspetti relativi alla patologia e per integrare efficacemente l’intervento di assistenza sanitaria domiciliare con quello di istruzione domiciliare, al fine di una presa in carico globale dell’alunno malato, come previsto dal Protocollo d’intesa del 24 ottobre 2003, siglato tra il MIUR e il Ministero della Salute.