Libro: LE PROCEDURE AMMINISTRATIVE PER ATTIVARE L'ISTRUZIONE DOMICILIARE
Per
attivare un intervento di istruzione domiciliare è necessario seguire precise
procedure amministrative.
Tali procedure
richiedono
in
parte percorsi differenziati a seconda del luogo in
cui
si trova
domiciliato il
bambino/ragazzo
destinatario
dell‘intervento
di istruzione domiciliare.
Elemento
di
primaria importanza nel processo che conduce all'attivazione dell’intervento
è rappresentato
dalla
messa a punto progetto educativo, che si sviluppa attraverso diverse fasi.
1. I contesti in cui si realizza l’ID
- Alunni/studenti rientrati al proprio domicilio, a seguito di ospedalizzazione per grave patologia, come indicato nel “Vademecum per l’istruzione domiciliare”
Si tratta di alunni che, a partire dalla scuola primaria, dopo il ricovero ospedaliero, rientrano a casa con uno specifico “protocollo terapeutico”, che prosegue a domicilio e che ne impedisce il rientro a scuola per un periodo determinato e limitato nel tempo.
In questo caso la scuola di appartenenza, informata dalla famiglia del rientro a casa e dell’impossibilità di riprendere le lezioni e dalla sezione ospedaliera da cui ha ricevuto la documentazione del percorso educativo realizzato con relativa valutazione, si attiva presentando all’USR un “progetto d’istruzione domiciliare” per la durata indicata dal percorso di cura. L’obiettivo è sempre quello di non interrompere il percorso scolastico, evitare episodi di dispersione scolastica e, soprattutto, ridurre la sensazione di isolamento che il minore vive con la malattia.
Alunni/studenti ospiti presso le strutture di accoglienza annesse o convenzionate con i poli ospedalieri delle aree metropolitane e presso i centri pubblici di riabilitazione
In queste strutture, dipendenti dagli ospedali pediatrici di riferimento, sono spesso domiciliati studenti di ogni ordine e grado di scuola, provenienti da diverse regioni italiane e da paesi stranieri.
Si tratta di minori, infatti, che non possono rientrare a casa, in quanto sono collocati in dimissione protetta presso tali strutture al fine di poter proseguire i percorsi di cura presso l’ospedale che li segue. In tali casi, per poter proseguire il lavoro iniziato dai docenti ospedalieri, è auspicabile l’attivazione da parte dell’USR locale di un “accordo di rete” di scuole di ogni ordine e grado del territorio, con la definizione di uno specifico progetto, la disponibilità dichiarata di docenti disciplinari e coerente con le esigenze e le situazioni dei singoli ospiti di tali strutture. Si trattaanche in questi casi di percorsi di istruzione domiciliare erogati presso tali strutture e finanziati con le risorse specifiche assegnate a ciascuna realtà regionale. Come per la classica istruzione a domicilio, il servizio può essere avviato in qualunque momento dell’anno scolastico.
È possibile e auspicabile l’intervento presso queste strutture anche dei docenti ospedalieri, se disponibili e se appartenenti all’ordine e grado di scuola pertinente, fuori del proprio orario di servizio in ospedale.
Alunni/studenti domiciliati temporaneamente, durante il periodo delle terapie, presso appartamenti privati o familiari, fuori dalla propria regione e dalla scuola di appartenenza
Questa categoria riguarda studenti in lungodegenza, che dopo il ricovero in ospedale non possono rientrare nel luogo di residenza per la necessità di specifiche cure e controlli continui.
In questi casi, la famiglia, nell’intento di sostenere il proprio figlio può decidere, con il supporto
della scuola di appartenenza e la sua collaborazione, di trasferire
temporaneamente l’iscrizione presso una scuola del territorio in cui è collocato l’ospedale.
Questo per garantire un percorso organico e coerente con i suoi studi. Anche in questi casi, il percorso prevede l’attivazione di un progetto di istruzione domiciliare, che viene sostenuto con le risorse finanziarie assegnate annualmente a ciascuna realtà regionale per tale servizio.
Alunni impossibilitati in maniera permanente a frequentare la scuola a causa di gravi forme di allergia
Le frontiere dell’istruzione negli ultimi anni si sono ulteriormente «espanse» nell’intento di favorire e predisporre le condizioni per il soddisfacimento del diritto all’istruzione di tutti, a garanzia del principio costituzionale.
L’esperienza di Niki, il ragazzo che vive in barca, è stata singolare e costituisce un punto di riferimento per queste situazioni. Niki ha frequentato a distanza, dalla barca su cui vive, tutti i gradi di scuola, dalla primaria alla secondaria di 2° grado, grazie alle tecnologie e all’impegno dei docenti delle classi che lo hanno accolto e lo hanno accompagnato nel percorso di sviluppo e sostegno socio-educativo.
A partire da tale esperienza, è stata avviata, in collaborazione con il CNR/ITD di Genova e con Fondazione Telecom Italia, un progetto, attualmente in atto, che sta sperimentando un nuovo modello di inclusione educativa e sociale per i minori permanentemente impossibilitati a frequentare la scuola,.
Si tratta del progetto denominato TRIS (Tecnologie di Rete e Inclusione Socio-Educativa; https://www.progetto-tris.it/).
Alla sperimentazione partecipano studenti, spesso con un ottimo potenziale cognitivo, impossibilitati a frequentare per le complicazioni che può portare alla loro salute la frequenza di ambienti in cui siano presenti elementi fortemente inquinanti. La ricerca sperimentale in atto contribuirà a definire un nuovo modello di inclusione sociale ed educativa, che amplia ulteriormente le frontiere del diritto all’istruzione e della «scuola fuori della scuola».
