Libro: LA NORMATIVA PER L'ISTRUZIONE DOMICILIARE
Per
molto tempo è mancata una legislazione specifica che facesse riferimento
ai
diritti del bambino e, in particolare, del bambino ospedalizzato.
La stessa
Pediatria veniva considerata, almeno fino alla metà degli anni '50,
semplicemente come una branca specialistica della medicina generale.
Si
possono identificare alcune tappe importanti nel diritto internazionale che
hanno condotto al riconoscimento, in maniera inequivocabile, dell'inalienabile
diritto del minore allo studio e alla tutela della propria salute
e all’istituzione, a partire dagli anni ‘80 di classi di scuola dell’infanzia e
primaria nei principali ospedali pediatrici.
2. Le carte dei diritti dei pazienti
I primi documenti
legislativi che si esprimevano in materia di diritto allo studio del il
bambino malato sono:
La Carta Europea dei Diritti dei bambini, abbozzata nel 1986 dalla European Association for Children in Hospital che riassume in dieci punti i diritti del bambino in ospedale
Tale Carta appena descritta è stata oggetto, sempre nel 1986, di una Raccomandazione del Parlamento Europeo che sollecitava la Commissione a presentare nel più breve tempo possibile la proposta di una Carta europea dei diritti del paziente e di una Carta europea dei diritti dei bambini degenti in ospedale. Questo documento, la cui importanza risiede, soprattutto, nell'aver trattato la condizione del bambino ospedalizzato, riconosciuto, finalmente, in modo completo come soggetto giuridico dotato di specifici diritti, ha introdotto il "diritto ad avere la possibilità di insegnamento anche nel caso di ricovero parziale (day hospital) o di convalescenza nel proprio domicilio” (lettera r del punto 4).
La Carta di Hope (2000) si basa sul principio della continuità educativa e dei processi di sviluppo ed è l’unica a sottolineare l’importanza dell’insegnamento domiciliare.
In Italia, il Protocollo di Intesa tra il Ministero della Pubblica Istruzione, il Ministero della Sanità ed il Ministero per la Solidarietà Sociale del 27 settembre 2000 offre direttive e indicazioni operative sugli impegni che i diversi Soggetti interessati, istituzionali e non, devono assumersi per garantire che i periodi di degenza ospedaliera o domiciliare si pongano a tutela del diritto al gioco, alla salute, all'istruzione ed al mantenimento di relazioni affettive familiari ed amicali peri bambini/ragazzi malati.
In particolare, nell'ambito dell'intesa appena citata, il Ministero della Pubblica Istruzione si impegna: "a garantire l'attuazione del diritto allo studio dei bambini e adolescenti ospedalizzati istituendo corsi di studio per le scuole di ogni ordine e grado in presenza di un significativo numero di minori ricoverati e organizzando, altresì, forme di istruzione domiciliare qualora la grave patologia in atto non preveda il ricovero, ma impedisca, nel contempo, la frequenza della scuola per almeno 30 giorni.
A tal fine il Ministero della Pubblica Istruzione si impegna a fornire personale docente ed A.T.A. (Amministrativo Tecnico ed Ausiliario) nei limiti delle dotazioni organiche provinciali”.
