4. La regolamentazione del servizio di ID

4.1. Il ruolo del docente domiciliare e la sua formazione

Il servizio di Istruzione Domiciliare viene, generalmente, reso dai docenti della scuola di appartenenza attraverso le prestazioni aggiuntive all'orario d'obbligo, che sono liquidate con le risorse messe a disposizione per le scuole coinvolte dal MIUR, secondo i parametri definiti dall’art. 30 del CCNL comparto scuola 2006/2009 e relative  misure del compenso orario lordo di cui alla Tabella 5 allegata al medesimo CCNL.

La prima indicazione formale sul ruolo del docente la troviamo nel contratto collettivo decentrato nazionale concernente le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale docente, educativo ed ATA dell’11/7/2000, che all'art. 5 prevedeva, in relazione ai corsi funzionanti presso le strutture ospedaliere, "la possibilità di dare continuità all’intervento didattico anche nei periodi di non ricovero ospedaliero degli studenti che seguono cicli di cura in ospedale e/o a domicilio; in

questa funzione saranno prioritariamente impegnati i docenti in servizio nei corsi delle strutture ospedaliere. Tali prestazioni professionali possono essere attivate, sulla base della disponibilità dei docenti, anche da parte delle scuole di provenienza".

Le competenze richieste dalla situazione implicano che il docente che svolge il servizio di istruzione domiciliare sappia esercitare una funzione di ascolto, di mediazione tra malattia e benessere , sappia intervenire sulla parte sana per stimolare e reintegrare la speranza e la fiducia nella vita nel minore coinvolto, una flessibilità e adattabilità continue tali da facilitare il passaggio da un approccio all'altro a seconda delle condizioni psicofisiche dell’alunno. Inoltre, la continua espansione del servizio di istruzione domiciliare evidenzia  un altro aspetto del problema, che è quello, non solo della formazione del docente domiciliare, ma anche della formazione e sensibilizzazione dei docenti delle scuole di provenienza dei ragazzi malati. Questa costante crescita del servizio induce a riflettere  sull'opportunità di prevedere la formazione (in sede iniziale e in servizio) anche dei docenti di tutte le scuole, per metterli in grado di fronteggiare le situazioni che possono presentarsi.

La C.M. 353/98 e a seguire le successive circolari, ripresa dal Protocollo di Intesa 27/9/2000, affrontano l'importante aspetto della formazione specifica per il personale docente. In particolare, si fa riferimento all'utilità di integrare le iniziative proposte dalla scuola con le offerte formative promosse autonomamente dalle strutture sanitarie, favorendo, così, momenti di formazione congiunta con gli operatori delle strutture sanitarie.

Ma ciò che oggi, alla luce dell’evoluzione dell’utenza e soprattutto dei nuovi bisogni emergenti espressi in varie forme dagli alunni, è necessario affrontare è il nuovo modello di docente in generale, per rispondere alla complessità dei tempi, alle nuove forme di degenza, alle mutate caratteristiche dei flussi ospedalieri.

A tale riguardo, il docente ospedaliero e a domicilio deve possedere delle competenze aggiuntive per affrontare e soddisfare una gran varietà di bisogni e situazioni.

È per tale ragione che sembra auspicabile la rivisitazione e l’ ampliamento della formazione iniziale di ogni docente e la previsione di momenti periodici di formazione in servizio.


A Viareggio, nei giorni dell'1-2-3 dicembre 2003, si è tenuto il “Primo Seminario sul servizio Istruzione Domiciliare” con il proposito di raccogliere le esperienze effettuate nel campo dell'istruzione

domiciliare e di fare un'analisi approfondita delle azioni svolte, al fine di rilanciare le iniziative, per migliorarle e portarle avanti in maniera più efficace

La presenza di esperti del mondo della scuola e della sanità ha offerto l'opportunità di pianificare i percorsi per l'attivazione del servizio di istruzione domiciliare e definire parametri che consentissero, non solo di individuare le gravi patologie oggetto del servizio medesimo, ma anche di identificare tutti gli elementi utili a puntuali ed omogenei comportamenti.

Il “Vademecum”  del 2003 tiene conto di tutti i precedenti interventi normativi al riguardo e ne è una conseguenza.